Assunzioni InTe, qualcuno rema contro?

Riunione in Regione con Lolli per sbloccare l’operazione allo Scalo progettata da Merlino
CHIETI. Convocata dal vice-presidente Giovanni Lolli, si è svolta, nella sede della Regione a Pescara, un'altra riunione per il progetto InTe, sollecitata dall'ingegner Domenico Merlino, dai rappresentanti delle aziende interessate ad insediarsi nell'area ex Burgo e dai sindacati. Presenti per il Comune di Chieti l'assessore Antonio Viola e per il Consorzio Industriale l'architetto Renato Di Salvatore. La riunione doveva servire per avere chiarezza sul procedimento in corso e per superare lungaggini e ostacoli burocratici che ancora si frappongono al traguardo che Merlino stesso, come responsabile del programma, ha fissato: l'apertura dei primi cantieri entro il mese di maggio. Risultato finale? Diremmo fumata grigia. Grigia perché quantomeno è stata ribadita la volontà della Regione di andare avanti e di riuscire a concretizzare, nella zona, il primo contratto di rete che potrebbe poi servire per risolvere altre criticità sul territorio regionale, come ha detto proprio Lolli. Il punto, emerso ancora una volta, che rende difficile in Abruzzo operare anche laddove ci sono concrete prospettive di sviluppo occupazionale, è l’evidente difficoltà che gli enti hanno di parlare con voce univoca, per dare risposte a chi vuole investire e produrre. Infatti dopo tante riunioni e tante dichiarazioni di buona volontà, come hanno rimarcato i sindacati, siamo ancora al punto che tra Regione, Comune e Consorzio Industriale ci sono palesi difficoltà di rapporto, che impediscono di concretizzare gli atti necessari a procedere. Eppure ancona una volta si è parlato in termini positivi del progetto InTe, «Unica possibilità- ha detto Antonio Cardo della Uil- per riqualificare un'area sempre più depressa». Il vicepresidente Lolli si è impegnato a promuovere incontri e contatti che possono servire a sgomberare il campo dagli ostacoli emersi, anche a costo di far ricorso a leggi regionali votate a superare intoppi burocratici, ed ha raccolto dichiarazioni di buona volontà da tutte le parti in causa. A breve ci saranno altre riunioni. Ribadita da sindacati e aziende la necessità di operare in tempi strettissimi, in considerazione della crisi occupazionale in atto e della situazione drammatica di tanti ex lavoratori Burgo, allontanando il sospetto- avanzato nel corso della riunione- che ci sia chi, per motivi elettorali, punti a ritardare ogni soluzione. Certo è che dopo sei anni è arrivato davvero il momento di produrre fatti. E i fatti, lo ha detto Merlino, non possono che essere l'apertura dei primi cantieri e le assunzioni. «Avevamo detto entro maggio- ha concluso Merlino- e per noi questo è un impegno da mantenere a tutti i costi». Un impegno che sarà possibile onorare, questo il senso della riunione, solo se finalmente ognuno farà fino in fondo la propria parte, senza altri scopi che quelli di dar lavoro e favorire il rilancio del territorio.(g.d.t.)

