Assunzioni nella casa di riposo: condannati il sindaco e l’ex vice

13 Aprile 2021

Posti di lavoro a parenti e amici: a Fagnilli e all’ex Di Sciullo inflitti due anni e dieci mesi di reclusione Il primo cittadino interdetto dai pubblici uffici: decade dall’incarico, in Comune arriva il commissario

PIZZOFERRATO. Si chiude con la condanna del sindaco Palmerino Fagnilli e dell’ex vicesindaco Adolfo Di Sciullo per concussione tentata e consumata e l’interdizione dai pubblici uffici - Fagnilli dovrà lasciare la carica di sindaco - e l’assoluzione dell’architetto Vincenzo Bucci e dell’ex geometra comunale Domenico Calabrese dalla concussione, la vicenda penale legata alla realizzazione di Villa Arzilla. La casa anziani fatta in un edificio comunale dismesso costata 560.000 euro: 300.000 del Comune e 260.000 della Cosel srl di Castel di Sangro che ne otteneva la gestione per 30 anni, ha generato dal 2017 liti sfociate nelle aule dei tribunali tra l’amministrazione che accusava di inadempienze la Cosel, a cui ha rescisso il contratto, e la società di Stefano Pecorella che con le sue denunce ha fatto partire le indagini che hanno portato al processo chiuso con le due condanne e le due assoluzioni. Sul fronte amministrativo, invece, le sentenze del Tar e del Consiglio di Stato hanno dichiarato legittima la risoluzione contrattuale del Comune e la Cosel ha riconsegnato le chiavi dello stabile a novembre.
LA SENTENZA È il giudice del tribunale di Lanciano, Giovanni Nappi, a pronunciare la sentenza nel processo con rito abbreviato in cui ha condannato Fagnilli e l’ex Di Sciullo, rappresentati dall’avvocato Augusto La Morgia, a due anni e 10 mesi di reclusione, interdizione dai pubblici uffici e pagamento di una provvisionale risarcitoria a Pecorella di 10mila euro per concussione tentata e consumata. Assolti per non aver commesso alcuna concussione il progettista e direttore dei lavori Vincenzo Bucci e l’ex geometra comunale responsabile del procedimento Domenico Calabrese, difesi dall'avvocato Massimo Biscardi. Parti civili erano la Cosel, con il legale rappresentate Pecorella difeso dai legali Aldo e Gaetana Di Ianni, Codacons, rappresentata dall’avvocato Vittorio Ruggieri e l’associazione “Il popolo della Valle del Sole”: avevano chiesto un risarcimento danni per oltre 1.250.000 euro.
LE ACCUSE Per il sostituto procuratore Francesco Carusi i 4 imputati “abusando dei poteri e dei ruoli che avevano avrebbero costretto Pecorella ad assumere una parente del sindaco nella struttura. Questa sarebbe avvenuta ai primi di ottobre 2017 e di conseguenza la risoluzione del contratto minacciata veniva archiviata da Calabrese il 31 ottobre, dopo che il direttore dei lavori Bucci aveva certificato la “fine” dei lavori l’11 ottobre 2017 anche se non c’erano riscontri tra gli atti e lo stato dell’immobile”. Contestata la tentata concussione al sindaco e al vice perché “avrebbero cercato di imporre a Pecorella la nomina del vicesindaco come direttore della struttura e l’assunzione di 6 persone da loro indicate”. Per queste accuse Carusi ha chiesto 3 anni e 6 mesi di reclusione per sindaco ed ex vicesindaco, pene ridotte dal giudice a 2 anni e 10 mesi, e due anni e 8 mesi per tecnici, poi ampiamente assolti.
CONSEGUENZE E REAZIONI La prima ripercussione per Fagnilli è che dovrà lasciare la carica di sindaco: era al suo quarto mandato, rieletto nel 2018 con il 76% delle preferenze. Il Comune sarà commissariato. Per quanto riguarda la sentenza l’avvocato la Morgia farà ricorso in appello. «Siamo felici: si è ristabilita la legalità in questa complessa vicenda», commentano i Di Ianni, legali di Cosel e Pecorella.
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