Ateneo, a processo ex rettore e dg Devono rispondere di abuso e falso

Le indagini partirono dall’esposto di Capasso sui lavori da 15 milioni da realizzare alla Bucciante L’inchiesta portò all’interdizione dell’ex vertice dell’università e alle elezioni anticipate
CHIETI. L’ex rettore dell’università d’Annunzio Carmine Di Ilio e l’ex direttore generale Filippo Del Vecchio sono stati rinviati a giudizio per abuso e falso. Lo ha deciso ieri il giudice per l’udienza preliminare Luca De Ninis che ha fissato la prima udienza per il prossimo 2 ottobre. L’inchiesta è partito a seguito di un esposto presentato in procura dal docente della d’Annunzio Luigi Capasso (ora direttore del Museo universitari e presidente della Fondazione d’Annunzio) all’epoca consigliere d’amministrazione e direttore del Museo universitario. Proprio la doppia carica fu il motivo per estromettere Capasso dal Cda, all’interno del quale stava portando avanti un battaglia contro alcune decisioni del direttore generale e, in particolare, sull’affidamento dei lavori da 15 milioni di euro della ex caserma Bucciante alla villa comunale. Secondo Capasso, Del Vecchio non aveva seguito alla lettera i dettami del consiglio d’amministrazione sulle opere milionarie, ma la fronda anti Di Ilio e Del Vecchio, fuori Capasso del Cda e dunque senza più maggioranza, è stata di fatto ridotta al silenzio. Capasso a questo punto si è rivolto in Procura dove il pm Giancarlo Ciani ha avviato le indagini. Capasso, però, non figura come parte civile nel procedimento. Vale a dire che ha scelto di non chiedere i danni agli ex rettore e direttore generale se dovessero venire condannati all’esito del processo. L’università d’Annunzio, assistita dall’avvocato Nicola Pisani, si è costituita in giudizio e ha chiesto un risarcimento danni di un milione di euro.
Regge dunque al momento l’impianto accusatorio del pm Ciani, che aveva fatto sì che il giudice Antonella Redaelli avesse emesso, a marzo del 2017, un provvedimento di interdizione di 6 mesi per Di Ilio e Del Vecchio, decapitando di fatto il vertice della più grande università abruzzese. Un fatto assolutamente inedito nella storia delle università italiane e questa considerazione spiega anche la decisione del nuovo rettore Sergio Caputi di dare mandato all’avvocato Pisani di costituirsi in giudizio presentando una consistente richiesta di risarcimento danni.
Ora se ne riparlerà al processo. Sia l’ex rettore che l’ex direttore generale della d’Annunzio hanno scelto di scendere in campo con a fianco grandi nomi dell’avvocatura e del diritto. Gli avvocati di Di Ilio sono Vittorio Manes, docente universitario a Bologna, e Donato Di Campli, presidente dell’ordine forense di Pescara. Del Vecchio è assistito dal suo storico avvocato, che gli ha già risolto più di una grana giudiziaria, Stefano Rossi.
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