Ateneo, Becci e Di Cosmo chiedono 8 milioni di danni

Villaggio Mediterraneo, l’accordo cancellato dal rettore Di Ilio e Del Vecchio rischia di costare caro all’università. Tra sette giorni il processo civile
CHIETI. Il gotha dell’imprenditoria dell’area metropolitana sfida l’università d’Annunzio. La posta è altissima: 8 milioni e 500 mila euro di danni che la società realizzatrice del Villaggio del Mediterraneo chiede all’università come maxi risarcimento del danno subito. Lo scontro finale tra big del mattone del calibro di Gianni Di Cosmo e Daniele Becci contro il rettore Carmine Di Ilio e il direttore generale della d’Annunzio Filippo Del Vecchio si consumerà nel giro dei prossimi 40 giorni. Mercoledì 18 novembre, davanti al giudice Alberto Iachini Bellisarii, si svolgerà infatti l’ultima udienza per la cosiddetta produzione delle prove. Il 23 dicembre invece si tireranno le conclusioni della causa milionaria che parte una trattativa con accordo ateneo-imprenditori per l’acquisto da parte del primo di due enormi strutture, comprese nel complesso edilizio del Villaggio Mediterraneo, a Colle dell’Ara, destinate ad aula magna e polo didattico. Il patto venne siglato dall’ex rettore Franco Cuccurullo e l’ex direttore generale Marco Napoleone, ma i vertici subentrati a questi, quindi Di Ilio e Del Vecchio, interruppero improvvisamente ogni tipo di trattativa lasciando i costruttori con un pugno di foglie secche in mano.
Le società scese in causa con l’ateneo sono due: la Mediterraneo srl e la Newco srl, nate dalla scissione della società originaria, rispettivamente presiedute da Romano Cocciante e Daniele Becci. Nel Cda della prima ritroviamo lo stesso pescarese Becci e il teatino Gianni Di Cosmo; nel consiglio della seconda invece compare il costruttore Lucio Luciani. I rapporti tra la società che ha realizzato i Giochi del Mediterraneo e l’università si interrompono definitivamente quando questa offre 3,8 milioni di euro come somma complessiva per la transazione di quegli 8 milioni e mezzo non pagati e l’acquisto di un terreno molto particolare.
Si tratta del lungo fazzoletto di terra che collega il rettorato al Villaggio Mediterraneo passando sul ponte del sottopasso di via dei Vestini. É un terreno che, peraltro, la società del Villaggio ha ceduto al Comune in comodato affinché questi realizzasse il sottopasso, ma contestualmente la d’Annunzio non ha onorato il suo impegno. Otto milioni e mezzo di euro non possono avere come contropartita i 3,8 milioni offerti dall’università. Questo, in sintesi, è il motivo intorno al quale gira il processo per il maxi risarcimento.
Quali possibilità ha la d’Annunzio per evitare una condanna con relativa batosta? É il ctu che ha valutato i beni contesi di fatto a rispondere. L’esperto stima il solo terreno 5,5 milioni, aggiunge 1,4 milioni per una casa esistente e infine ben 560mila euro di progettazione. Ma si dovrà attendere la sentenza.

