Ateneo, da 2 anni senza salario accessorio

26 Giugno 2016

Tornano a protestare i dipendenti dell’università: 235 su 340 chiedono al dg Del Vecchio i pagamenti

CHIETI. Nuova rivendicazione salariale da parte del personale dell’università d’Annunzio nei confronti del vertice di ateneo, solo che questa volta, allegata alla lettera inviata al rettore Carmine Di Ilio, al direttore generale Filippo Del Vecchio e al delegato Stefano Civitarese, ci sono anche altre 11 pagine di firme.

Hanno firmato in 235 su 340 dipendenti. Mai la protesta ha raggiunto una tale dimensione, mai tanti lavoratori hanno deciso di esporsi in prima persona. Vista così, la lettera ha il sapore di una vera e propria sfiducia al rettore. Il documento riparte dalla mancata erogazione del salario accessorio, sospeso a luglio del 2014, e fa riferimento all’incontro sindacale del maggio scorso in cui è stato sottoscritto un accordo stralcio per sbloccare i la situazione. Ma, a distanza di un mese, non è successo nulla.

«Constatiamo ancora una volta», si legge, «che per la parte pubblica della delegazione trattante la firma apposta sul documento inviato a tutto il personale sembra non aver alcun valore». I dipendenti chiedono almeno l’attuazione e il rispetto di quanto sancito nei punti relativi alla distribuzione del Fondo comune di ateneo e dei buoni pasto trovino subito attuazione, «per ridare respiro ai bilanci familiari» già provati dalla sospensione del salario accessorio.

La lettera chiede anche che si riapra il confronto sindacale per arrivare alla sottoscrizione del nuovo contratto integrativo. «Arrivare al prossimo mese di luglio», avvertono i dipendenti, «e cioè al secondo anno di interruzione di qualsiasi indennità, senza intravvedere una benché minima attenzione nei nostri confronti, e tanto meno un’equa soluzione alla vicenda del salario accessorio, sarebbe un grave atto di irresponsabilità e dimostrerebbe la totale mancanza di volontà politica della parte pubblica di trovare un accordo». L’appello si chiude con una richiesta indirizzata al dg Del Vecchio perché garantisca «una diversa modalità di gestione del rapporto di lavoro che ci lega all’ateneo e che i confronti vengano impostati con maggiore ragionevolezza, correttezza e imparzialità». (a.i.)