Ateneo, dg: mostrerò documenti e prove

Del Vecchio ai parlamentari 5 Stelle: l’avviso di garanzia non è condanna, tutto il resto sono pettegolezzi e chiacchiare
CHIETI. Va al contrattacco il direttore generale della d'Annunzio Filippo Del Vecchio per l’interpellanza degli 8 senatori del Movimento 5 Stelle che al Ministro dell’Università hanno chiesto la sua rimozione dall’incarico che ricopre in ateneo e annuncia una conferenza stampa nella quale mostrerà documenti probanti.
Il direttore Del Vecchio nel suo intervento dice la sua sulle situazioni evidenziate criticamente dai senatori penta stellati. Sul processo che ha in corso all'Aquila, scrive che "Esiste una legge (viva lo stato di diritto!) che consente ad ogni cittadino che non abbia conseguito condanne di avere rapporti contrattuali con la Pubblica Amministrazione. Un avviso di garanzia ed un processo in corso non sono una condanna, fino a prova contraria. Al direttore generale verrà applicata la legge Severino se e quando egli sarà oggetto di condanne».
Sulla sospensione dell'Ima Del Vecchio sostiene che essa è stata «determinata a seguito di una ispezione del Servizio Ispettivo del Ministero dell'Economia e Finanze che ha rilevato la mancata costituzione, da oltre un decennio e sotto la responsabilità della precedente amministrazione, del fondo accessorio previsto dal d.lgs. 165/2001».
Riguardo poi alla "fulminante carriera dalla dottoressa M.M." il direttore generale, dopo aver difeso il percorso di studi compiuto dalla stessa, lancia un messaggio e scrive: «Si è scoperto invece recentemente che tra il 2000 ed il 2007 sono stati "laureati" centinaia di portatori di diplomi di assistente sociale di dubbia provenienza (rilasciati da un istituto di Fermo chiuso dalla Magistratura) facendo loro sostenere nello stesso giorno e con la stessa commissione 8 esami, 3 prove di idoneità e la tesi (!). Tra essi anche dipendenti dell'ateneo. Invece per una procedura regolare si grida allo scandalo da due anni (!)».
Riguardo poi ai 33 incarichi Del Vecchio accusa «l'estensore dell'interrogazione» (che porta 8 firme) di non sapere di cosa parla. «La responsabile della Segreteria Unica del Rettore e D.G.», precisa, «non ha 33 incarichi retribuiti ma svolge, con uno stipendio fissato in base al Ccnl ed al D.lgs. 165/2001, 33 attività o procedimenti censiti ed identificati in base alla legge sulla trasparenza».
Riguardo al bilancio e saldo di cassa queste le precisazione del direttore generale: «Il bilancio di ateneo è stato approvato dai Revisori dei Conti con tutti i crismi di legge e la riconciliazione del conto bancario non è un ammanco di cassa. Le risorse erano dove dovevano essere andavano solo identificate in maniera puntuale come poi è stato fatto con soddisfazione degli stessi revisori. Le pare che questi avrebbero esitato a coinvolgere le Procure se ci fosse stato un ammanco?». A questo punto Del Vecchio scrive: «Invece, negli ultimi tre anni, le operazioni di dubbia origine sono state portate ad evidenza ed annullate dal Tar e dal CdS: Cus! Con un risparmio di 33 milioni euro per le casse pubbliche! Forse questo dispiace a questi custodi dell'interesse pubblico!».
La conclusione del dg è infine questa: «É tuttavia singolare che chi interroga e chi scrive non cerchino elementi documentali ma solo pettegolezzi e chiacchiere. A breve mi impegno a tenere una conferenza stampa durante la quale chi è davvero interessato a sapere le cose ed a toccare con mano documenti probanti né avrà piena opportunità».(g.d.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

