Ateneo, ecco due milioni di euro per assumere venti ricercatori

23 Marzo 2022

Il finanziamento è arrivato dal ministero per favorire la ripresa dopo la crisi dovuta alla pandemia Il rettore Caputi: «Viaggiamo nella direzione della sostenibilità facendo squadra con altre realtà»

CHIETI. L’università d’Annunzio ottiene un finanziamento ministeriale da 2,3 milioni di euro per assumere 20 ricercatori nei campi dell’innovazione e del cosiddetto settore green. L’ateneo presieduto dal rettore Sergio Caputi continua, dunque, a ottenere sempre maggiore riconoscimento sul piano della sostenibilità. Un settore che ha visto la d’Annunzio protagonista anche all'Expo di Dubai e sul quale l’università si è decisamente incamminata con progetti innovativi, corsi di studio ad hoc e anche la decisione di aderire alla Rete delle università sostenibili. L’ultimo progetto a cui sta ora lavorando è quello di un poject financing per affidare la ristrutturazione di tutti gli edifici universitari per renderli maggiormente sostenibili dal punto di vista energetico. «Quello del risparmio energetico è un tema cruciale», dice il rettore Caputi, «il nostro ateneo spendeva, prima degli ultimi aumenti, circa 3 milioni di euro l’anno tra energia elettrica e gas. Adesso, con il caro energia, ne arriverà a spendere anche più di 4, per questo è fondamentale cercare di risparmiare risorse evitando sprechi energetici».
LA RICERCA GREEN
Gli oltre 2,3 milioni di euro ottenuti dal ministero dell’Università arrivano da due diversi finanziamenti: 1.498.403 euro sono riservati a “Dottorati e contratti di ricerca su tematiche dell’innovazione”, e 878.185 euro sono destinati invece ai “Contratti di ricerca su tematiche Green”. Sono 20 i nuovi ricercatori che lavoreranno in università su questi settori, 19 di loro hanno potuto già iniziare le rispettive attività di ricerca. I finanziamenti sono attivati dal ministero con i fondi finalizzati al superamento degli effetti della crisi nel contesto della pandemia da Covid e delle sue conseguenze sociali. L’obiettivo è quello di preparare una ripresa verde, digitale e resiliente dell’economia. Con l’emanazione, lo scorso agosto, dello specifico decreto ministeriale, il ministero ha così inteso rafforzare le misure a favore della ricerca scientifica attraverso il sostegno a contratti di ricerca a tempo determinato.
LA SOSTENIBILITà
«La nostra università viaggia saldamente nella direzione della sostenibilità», continua il rettore, «avviata grazie all’ottimo lavoro svolto dalla squadra della Rus, la Rete delle università sostenibili, con cui abbiamo raggiunto risultati notevoli. L’anno scorso abbiamo anche aperto un dottorato sulla sostenibilità e l’economia circolare e ora ci stiamo concentrando sul risparmio energetico per le nostre sedi, fondamentale sia per salvaguardare l’ambiente che per abbassare i costi dell’energia». L’ateneo nel 2018 ha aderito alla Rete delle università sostenibili con un gruppo di lavoro coordinato dalla delegata di ateneo Michelina Venditti, sostenuta dalle due referenti operative Bruna Sinjari e Oriana Trubiani.
ATTENZIONE ALL’AMBIENTE
Gli sforzi compiuti in questo campo hanno portato risultati visibili anche nelle classifiche nazionali di settore. A dicembre scorso la d’Annunzio è risultata tra le prime dieci università italiane più «amiche dell’ambiente». La particolare classifica internazionale dedicata agli atenei più “green” vede in tre anni un grosso balzo in classifica da parte dell’università teatino-pescarese che, a livello mondiale, è 126esima su 956 atenei di 80 diversi paesi. La classifica internazionale è la UI GreenMetric World University Rankings. Si tratta della prima graduatoria universitaria al mondo che misura l'impegno di ciascun ateneo partecipante nello sviluppo di un’università “sostenibili”. Un ruolo green che la d’Annunzio ha saputo interpretare anche all’Expo di Dubai dove ha presentato un innovativo progetto per liberare il mare dalla plastica.
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