Ateneo, il personale: discontinuità con la passata gestione

13 Maggio 2017

CHIETI. La «priorità assoluta» è la «discontinuità» con la passata gestione universitaria. Inizia così la lettera dei rappresentanti sindacali dall’ateneo D’Annunzio che inviano ai sei candidati...

CHIETI. La «priorità assoluta» è la «discontinuità» con la passata gestione universitaria. Inizia così la lettera dei rappresentanti sindacali dall’ateneo D’Annunzio che inviano ai sei candidati rettori le loro richieste. Questa volta ci sono tutte le sigle sindacali: Flc Cgil, Cisl Federazione Università, Uil Rua, Csa Cisal e persino Confsal Cisapuni, il sindacato più vicino al precedente vertice universitario che scrive, insieme a tutti gli altri, che «si è chiusa la stagione più negativa mai vissuta all’università D’Annunzio». Al nuovo rettore i rappresentanti sindacali (Maria Agnifili e Lidia De Biasi per la Cgil, Lorella De Lellis per la Cisl, Valentino Barattucci per la Uil, Goffredo De Carolis e Antonio Pellegrini per la Cisal, Alessio Peca per il Cisapuni e Luigi Fusella per la rsu) chiedono di convocare un tavolo sindacale subito dopo l’insediamento per discutere di 11 punti: la dotazione organica, le progressioni di carriera, il welfare aziendale, le risorse del fondo accessorio e del conto terzi, il sistema della performance, la formazione del personale, la situazione dei collaboratori esperti linguistici (Cel), quella degli ex lettori, la salute e sicurezza degli ambienti di lavoro, il funzionamento del Comitato unico di garanzia (Cug) e la revisione dello statuto di ateneo. «Il nuovo rettore», si legge ancora nella lettera, «dovrà ripristinare il sistema delle relazioni sindacali. Dovrà anche ben comprendere che vi è un quadro contrattuale che disciplina le diverse forme di relazioni sindacali e che tutto questo complesso articolato deve essere applicato. Ci riferiamo», dicono, «agli articoli 4, 5, 6, 7 e 8 del Contratto collettivo nazionale di lavoro. Questi articoli, ignorati dalla precedente amministrazione, devono essere conosciuti con precisione e praticati con il dovuto rigore. Senza il pieno rispetto di questa disciplina non vi sarebbe per noi alcuna benefica discontinuità». I sindacati, inoltre, chiedono che il rettore si impegni in prima persona nell’ambito delle relazioni sindacali, compresa la contrattazione decentrata e che, dunque, non deleghi a qualcuno questi delicati compiti. Vorrebbero, infine, poter contare in tempi stretti su un piano di attuazione quinquennale con livelli graduali di raggiungimento degli obiettivi. Staremo ora a vedere chi dei candidati rettori risponderà e in quale modo lo farà. (a.i.)