Ateneo, il Tar boccia il numero chiuso

I giudici amministrativi: lo studente di Scienze motorie può iscriversi a Fisioterapia senza dover superare il test d’ingresso
CHIETI. Via libera all’iscrizione a Fisioterapia senza test di ingresso. Il Tar di Pescara conferma l’ordinanza cautelare del gennaio 2019 con cui aveva autorizzato il passaggio di uno studente proveniente da Scienze Motorie (che non prevede prove d’ingresso), al corso di Fisioterapia, a cui si può accedere solo superando il test d’ingresso. L’università d’Annunzio dovrà ora eliminare la riserva che aveva mantenuto sull’iscrizione dello studente al secondo anno.
I giudici Renata Emma Ianigro (presidente), Massimiliano Balloriani e Paolo Amovilli hanno accolto le ragioni dello studente teatino di 23 anni, assistito dall’avvocato Salvatore Braghini, che ha seguito il ragazzo sin dall’inizio della vicenda giudiziaria, approdata anche al Consiglio di Stato, in virtù dell’appello proposto dal Ministero dell’istruzione, università e ricerca (a sostegno del rigetto dell’istanza di passaggio era intervenuta anche l’Associazione italiana dei fisioterapisti).
«Il collegio giudicante», ha spiegato l’avvocato, «ha dovuto decidere se in capo all’organo didattico dell’ateneo sussiste un obbligo di esaminare la richiesta di passaggio con riconoscimento dei crediti maturati e un corrispondente diritto da parte dello studente. Ebbene, all’esito di un’approfondita disamina, il Tar afferma in sentenza “l’illegittimità del diniego impugnato con il conseguente obbligo dell’Amministrazione di pronunciarsi sull’istanza del ricorrente”. A quest’ultimo vengono dunque accreditati ben 12 esami del percorso universitario di provenienza. La sentenza», aggiunge l’avvocato Braghini, «spazza via ogni dubbio sul diritto a vedersi riconosciuta la propria carriera universitaria svolta in altro corso, dovendosi valorizzare i crediti di merito e non solo la graduatoria esitata dalla roulette del test».
La nuova sentenza del Tar di Pescara è dunque destinata a riaprire la polemica sul numero chiuso, di cui da più parti si chiede l’abolizione. La decisione del tribunale amministrativo - che va ad aggiungersi a diverse altre sentenze simili - supera di fatto il numero chiuso, imponendo l’iscrizione di uno studente a un corso a numero chiuso senza fargli sostenere il test d’ingresso.
«D’altronde», commenta a riguardo l’avvocato Braghini, «le criticità dell’attuale sistema di accesso programmato alle professioni sanitarie sono sotto gli occhi di tutti, tanto che è iniziato l’iter parlamentare per poterlo modificare».
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