Ateneo invaso da 1.200 aspiranti medici

5 Settembre 2018

Di Iorio: «Test per Medicina e Odontoiatria svolti con regolarità». Nel campus volantinaggio contro il numero chiuso

CHIETI. Sognano di vestire il camice bianco, ma sanno che la strada è in salita. Si sono preparati a lungo. Qualcuno ha iniziato fin dal terzo anno delle superiori. E ieri, in 100 minuti, si sono giocati il tutto per tutto per entrare ai corsi di laurea in Medicina e chirurgia e Odontoiatria e protesi dentaria. 222 i posti a disposizione per il primo corso (di cui 10 per residenti all’estero) e 60 quelli per il secondo corso (di cui 6 per residenti all’estero). Per accogliere i 1.216 aspiranti dottori, 91 in meno rispetto alle iscrizioni, l’università d’Annunzio ha bloccato tutte le attività didattiche per l’intera mattinata di ieri. I ragazzi sono stati dislocati in 20 aule universitarie, tenuti d’occhio da 60 addetti alla sorveglianza.
«I test si sono svolti in regolarità. Non abbiamo registrato particolari problemi», ha detto la presidente della Scuola di medicina della d’Annunzio, Patrizia Di Iorio, al termine della mattinata di ieri.
Lo spauracchio, un po’ per tutti, sono stati i quesiti di Logica: «È stata certamente la parte più difficile», dice Enrico Matteo Traini, 26enne già laureato in Farmacia che ora prova a diventare medico. «Di fronte alle domande di logica, bisognava usare la testa», dice la miglianichese Rossella Di Pompeo, «non farsi prendere dall’ansia e arrivarci piano piano». «La cosa più sbagliata era continuare a guardare l’orologio», ha aggiunto Mattia Di Mascio di Pescara.
Tra i candidati c’è anche la 29enne Veronica Ventrella, coordinatrice dei giovani di Forza Italia a Vasto, che vuole diventare un clinico. Camilla Marinucci, di Torrevecchia, ama invece la musica e suona insieme al fratello nel gruppo Echi di Luce. Il suo sogno è quello di curare i bambini, ma se non riesce a superare il test ha già un piano B: «Proverò ad entrare a Farmacia oppure a Biotecnologia a Teramo, per ritentare il prossimo anno a Medicina». Anche per Altea Gagliardi il sogno è quello di curare i più piccoli. Vuole diventare chirurgo pediatrico: «Arrivo da Ascoli Piceno», spiega, «e ho scelto questa università perché ha fama di essere molto buona e ha ottime strutture». Anche Marco Fantini arriva da Ascoli e ha scelto la d’Annunzio per gli stessi motivi: «Dicono che sia un buon ateneo e poi è anche vicino».
Le 19enni pescaresi Giulia Soresina e Chiara Ferraioli, compagne di classe al liceo classico D’Annunzio, sognano ora di frequentare insieme Medicina alla d’Annunzio. Peccato che il test di ingresso hanno dovuto farlo in aule separate.
Ma mentre i ragazzi si giocavano il proprio futuro nell’arco dei 100 minuti della prova, gli attivisti del Fronte della gioventù comunista hanno tenuto un volantinaggio in università per protestare contro il numero chiuso.
Oggi i test riprendono a Pescara, per entrare a Design. Mentre domani è la volta di Farmacia, Chimica e Architettura. Il 12 ci sono le prove per le Professioni sanitarie.
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