Ateneo, la pace scoppia durante il Senato

12 Novembre 2014

Il rettore Di Ilio: nessun licenziamento. Il dg Del Vecchio: abbiamo vinto. E Consani non va più via

CHIETI. Comincia con il dg che grida vittoria. Finisce con il prof Consani che ritira le dimissione. La pax di San Martino viene siglata in Senato Accademico dove gli effetti della sentenza del Tar, costata carissimo al Cus, si fanno sentire subito.

Il rettore, Carmine Di Ilio, riprende in mano le redini del discorso (e dell’Ateneo) e rassicura che nessun Cel, cioè i lettori di madrelingua, resterà senza lavoro. Ma il palco è tutto per il direttore, Filippo Del Vecchio, che non può fare a meno di sottolineare il successo incassato davanti ai giudici amministrativi che, oltre a dargli il primo round del duello con il Cus, gli conferiscono una sorta di certificato di qualità. I giudici - afferma in sintesi il dg - sono andati anche oltre, aprendo la strada per ritenere nullo il contratto Ateneo-Cus da 43 milioni sin dall’inizio. Ma bene ha fatto, subito dopo, Nicola Mattoscio, in veste di esimio docente della D’Annunzio, a sottolineare il rischio che si cela dietro la sentenza che individua negli ex amministratori dell’Università di Chieti e Pescara i personaggi ai quali chiedere il conto finale. E tra quegli ex ci sono tanti nomi ancora sulla breccia accademica. Due di loro, in particolare, sono ai vertici dell’Ateneo. Tocca poi al prof Carlo Consani, direttore dimissionario del Centro linguistico, mostrare slide sui problemi che attanagliano lo stesso e l’utilità che al contrario lo contraddistingue. Ma il dg riprende la parola per spiegare che non era infondato affermare che i contratti per i madrelingua erano fatti male. Ma la colpa è solo degli ex, of course. E’ un assist al rettore, questo di Del Vecchio, che rassicura tutti, come un buon padre di famiglia. «Non c’è e non c’era alcuna intenzione di licenziare», dice, «verrà sanato tutto». E’ il momento clou della pax accademica, sancita ieri mattina a Chieti con buona pace di tutti o quasi. Come quello studente che, con l’onestà intellettuale di chi ha la volontà di formarsi, chiede a Consani perché i corsi in lingua madre non vengono pubblicizzati. Oppure la prof Augusta Consorti che chiede i costi dei vari centri dell’Ateneo; che fine ha fatto la denuncia di Nicola D’Antuono sui soldi distratti per le gite, oppure l’elenco (sconfinato) delle indennità ai docenti. Il dg non risponde e accenna un sorrisino. Per ora si gode la vittoria.(l.c.)