Ateneo, sì al cambio di nome ma non ora

Il Cda della d’Annunzio approva all’unanimità la proposta del rettore, ma Caputi vuole prima parlare con le istituzioni
CHIETI. Il rettore della d’Annunzio non fa passi indietro sul nuovo nome dell’università. E anche il Consiglio d’amministrazione, come aveva già fatto il Senato accademico, lo segue in maniera compatta. Il cambiamento di nome, con l’aggiunta di quell’Adriatico che ha fatto storcere il naso a tanti sul colle, è stato approvato dai consiglieri d’amministrazione all’unanimità. Ma questo non significa che da oggi la d’Annunzio sia diventata l’università dell’Adriatico. Perché il punto all’ordine del giorno del Cda, seppure approvato all’unanimità, non è stato ancora ratificato. A bloccare la ratifica, che avverrà comunque in un secondo momento, è stato proprio il rettore Sergio Caputi. «L’ho fatto per correttezza istituzionale», ha detto. «La decisione dell’integrazione del nome dell’ateneo spettava solo a noi. E noi l’abbiamo presa. Ma prima che diventi realtà a tutti gli effetti ho chiesto al Cda di sospendere la ratifica, per poter parlare con i rappresentanti delle istituzioni di Chieti e Pescara». Un’apertura al dialogo, insomma, da parte del rettore Caputi, nonostante non ci siano marce indietro e nonostante il coro di no della città riguardo al cambio di nome. Coro di no che, comunque, si è attenuato enormemente. Lo ha dimostrato lo stop che la maggioranza consiliare, trainata dal sindaco Umberto Di Primio, ha dato all’ordine del giorno del consigliere Pd Alessandro Marzoli che chiedeva di esprimersi contrariamente al cambio di nome. Molti consiglieri di maggioranza avrebbero votato volentieri a favore dell’ordine del giorno di Marzoli, ma hanno ingoiato il rospo e hanno giudicato inammissibile l’ordine del giorno di Marzoli. Poi è arrivata la richiesta di una seduta straordinaria sui rapporti tra Comune e università, avanzata dal presidente del consiglio comunale Liberato Aceto che nell’avanzare la richiesta si presenta molto possibilista rispetto al cambio di nome. «Prima di alzare barricate», spiega Aceto, «è fondamentale dibattere sui progetti. L’aggiunta dell’aggettivazione “Adriatico” intende dare all’ateneo un respiro più ampio e ciò avverrà se, come sembra, si continuerà a lavorare su un’offerta di alta qualità, mai tralasciando il radicamento che l’università ha su Chieti». Alla notizia della scelta del Cda, Aceto si è detto, dunque, molto soddisfatto. «Sono sicuro che il rettore vuole il bene della città e ha dimostrato di avere progetti importanti su Chieti, facendo passi importanti. Ma le istituzioni vanno coinvolte, perché è importante crescere insieme». Quanto a Marzoli, seppure il Cda ha ormai deciso, il consigliere comunale ha comunque apprezzato la mancata ratifica della decisione. «Aspettiamo il rettore in consiglio comunale», ha detto Marzoli, «per parlare del futuro dell’università e della città».
«Non ero contrario e continuo a non esserlo rispetto all’aggiunta dell’aggettivazione “dell’Adriatico” al nome dell’università d’Annunzio di Chieti – Pescara», aggiunge il sindaco Umberto Di Primio, «in una società come la nostra, dove la capacità di raggiungere ogni potenziale utente/studente è legata anche al sapiente utilizzo di parole e nomi, l’innovazione voluta dal magnifico rettore», conclude il sindaco, «la trovo una corretta azione per il rilancio e la crescita dell’ateneo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

