Ateneo, Vacca annuncia «Oggi sblocco gli stipendi»

Il decano si dice pronto ad andare in banca per firmare i mandati di pagamento I sindacati scrivono alla Fedeli per chiedere la nomina di un commissario esterno
CHIETI. Si sblocca il problema dello stipendio per i circa 1.100 dipendenti dell’università D’Annunzio.
Nella giornata di ieri arriva infatti la promessa del decano Michele Vacca di firmare il mandato di pagamento. Entro la giornata di oggi il decano ha assicurato che sarebbe andato in banca per mettere le firme che servono.
A questo punto lo stipendio dovrebbe slittare di non più di due giorni. Vacca non ha ricevuto alcuna risposta dal Ministero alle domande sulle proprie competenze, ma ha comunque deciso di sbloccare almeno questa vicenda. D’altronde lo statuto universitario, pur non prevedendo il caso specifico (ovvero una università decapitata, senza rettore né direttore generale), all’articolo 18 assegna comunque al decano tutte le funzioni del rettore.
Intanto le segreterie nazionali di tre sindacati hanno scritto al ministro della pubblica istruzione dell’università Valeria Fedeli per chiedere di inviare subito un commissario alla D’Annunzio.
Moreno Verdi della Flc Cgil, Claudio Amicucci della Federazione Uil Scuola Rua e Giuseppe Polinari della Gilda Csa Università aprono la lettera esprimento al ministro la propria preoccupazione «per il susseguirsi degli eventi accaduti negli ultimi giorni e nelle ultime settimane».
I sindacati ripercorrono tutte le ultime vicende. Ripartono dalla sospensione per tre mesi dal lavoro del sindacalista e senatore accademico Goffredo De Carolis, già più volte denunciata, per passare all’interdizione di sei mesi ordinata dal gip al rettore Carmine Di Ilio e al direttore generale Filippo Del Vecchio, nell’ambito di un’inchiesta per abuso e falso. Hanno ricordato anche le nomine fatte ormai a tempo scaduto del pro-rettore e del vice direttore generale che rappresenta, dicono i sindacati al ministro, «l'apice di una situazione di crisi della governance dell'Ateneo ormai, a nostro avviso, irreversibile». Secondo le tre organizzazioni sindacali alla D’Annunzio non si può più attendere: «Riteniamo imprescindibile che l'onorevole ministra nomini un commissario straordinario esterno (visto il grado di conflittualità e di grave crisi interna) all'Ateneo, per ripristinare nel più breve tempo possibile la legalità e la funzionalità delle attività di didattica e di ricerca e nel contempo traghettare l'università verso le nuove elezioni del rettore. Inoltre, in un contesto così critico, riteniamo opportuno che la responsabilità amministrativa sia affidata ad un soggetto esterno con funzioni di direttore generale di fiducia del ministro, che abbia le competenze per poter assicurare la massima capacità di far fronte a tutte le incombenze amministrative, nella più totale trasparenza e libertà». Quanto agli stipendi, la richiesta è che venga assicurata l'erogazione: «Sembrerebbe che il decano abbia l'intenzione di bloccare l'erogazione degli emolumenti del personale creando un grave danno. Va garantito, anche in questo frangente, che ogni lavoratore riceva regolarmente lo stipendio la cui riscossione è un diritto che va assicurato così come previsto dalla legge e dai contratti collettivi di settore».
Sul fronte giudiziario il direttore generale sospeso, assistito dall’avvocato Stefano Rossi, ha ancora qualche giorno a disposizione per proporre appello contro la decisione del giudice.
Cosa che farà sicuramente.
Arianna Iannotti

