Ater, alla vendita all’asta rispondono solo le suore

Si aggiudicano per 360mila euro un terreno a Chieti Scalo, ma gli altri beni restano per ora invenduti. Pronta però una nuova gara per negozi e uffici
CHIETI. Buste aperte ieri mattina negli uffici Ater di via Olivieri per la prima asta pubblica dei beni dell’azienda territoriale di edilizia residenziale. Il commissario Antonella Gabini ha messo in vendita case e terreni edificabili per un importo di 2 milioni e 800 mila euro. Ma della somma prevista nelle casse Ater rimaste ormai drammaticamente vuote entreranno solo le briciole. Una sola offerta, infatti, è pervenuta sul tavolo dei responsabili dell’asta e riguarda un terreno di Chieti Scalo. Tutto il resto è rimasto ignorato. Nonostante il fatto che i prezzi fossero certamente appetibili. Dei sei lotti da vendere, l’unico che ha ricevuto un’offerta è un terreno edificabile che si trova a Chieti Scalo in via Pescasseroli, proprio dietro al centro sociale. Si tratta di 1.765 metri quadrati che erano stati proposti al pubblico con una base d’asta di 350mila euro. Ad aggiudicarselo è stato la congregazione religiosa delle suore compassioniste. Le religiose gestiscono in via Pescara un pensionato per consorelle anziane, un centro di accoglienza per anziani e un centro di riabilitazione. Lo sede di via Pescara si trova proprio vicino al terreno messo in vendita in via Pescasseroli. Le suore, per assicurarsi di poter effettivamente comprare il terreno, hanno deciso anche di rilanciare l’offerta sino ad arrivare a 360 mila euro circa. Sono dunque questi gli unici soldi che entreranno nelle casse dell’Ater, travolta da sprechi e scandali, tanto che la Regione ha dovuto inviare un commissario per cercare di risollevarne le sorti. La decisione di mettere all’asta così tanti beni immobili rientrava proprio nel “Piano di riequilibrio economico e finanziario” proposto dalla Gabini e approvato lo scorso 7 ottobre dalla Regione. Un piano-salvezza che, però, adesso deve essere necessariamente rivisto. Ma, essendo l’Ater un ente della Regione, il commissario non può decidere autonomamente di rimettere tutti i beni all’asta calando ancora di più il prezzo. Tanto più che, non trattandosi di una vendita fallimentare, non è previsto alcun incanto-bis a prezzi più bassi. L’unica cosa che il commissario può fare è portare nuovamente al giudizio della Regione un altro piano di riequilibrio che tenga conto dei problemi riscontrati. I cinque dei sei lotti messi in vendita a novembre scorso riguardavano l’immobile di via Olivieri ai numeri 55 e 57, che si trova proprio accanto alla sede Ater, composto da otto alloggi da ristrutturare, messi in vendita a 750mila euro, i quattro fabbricati di via Ortona, dietro alla Carichieti, ciascuno composto da sei alloggi, base d’asta 1,2 milioni di euro, e una serie di terreni tutti edificabili che si trovano a Chieti Scalo, in via Moro e in via Gentile, e uno a Ortona in via Roma. Nel frattempo sono pronti anche il secondo e il terzo bando che usciranno nel giro di qualche mese. Questa volta vengono messi all’asta negozi e appartamenti utilizzati come ufficio.(a.i.)

