Ater, mazzata dalla Nuova Carichieti

La banca blocca il fido e chiede indietro 3 milioni e 600 mila euro entro dieci giorni, a rischio 2.300 alloggi popolari
CHIETI. Da oggi diecimila inquilini di 2.300 alloggi popolari di Chieti, Ortona e Francavilla, e altri paesi qui vicino, incrociano le dita. Nessuno, se non il Padreterno, può dire se alla fine dell’anno l’Ater ci sarà ancora. Oppure se sarà messa in liquidazione dalla Regione. La mazzata inferta dalla Nuova Carochieti fa imboccare all’Ente, che ha sede in via Silvino Olivieri, una strada di non ritorno. L’ultimo atto di Salvatore Immordino, ex Ad della banca di via Colonnetta, è un avviso con diffida alla commissaria Ater, Antonella Gabini.
L’avviso è che la Nuova Carichieti ha stoppato il fido: non farà più credito all’Ente. La diffida invece è che la banca dà all’Ater solo dieci giorni di tempo per restituire tre milioni e 600 mila euro di prestiti. Tocca alla Regione saldare il debito, cioè intervenire immediatamente per chiudere l’enorme falla che farà affondare l’azienda commissariata dall’ex giunta Chiodi che inviò a Chieti una delle sue funzionarie più esperte, proveniente dall’ex assessorato di Mauro Febbo. Una funzionaria che ora si trova davanti a un bivio: andare avanti nella missione impossibile o rassegnare le dimissioni, lasciando il posto a un commissario liquidatore. La Gabini attende ancora che la promessa del governatore Luciano D’Alfonso di ripianare i debiti dell’Ater si avveri (il totale è di 7 milioni). E che la procura chieda al gip il rinvio a giudizio degli ex amministratori Ater sott’inchiesta ormai da tre anni. Ma per ora la commissaria ha ricevuto solo la mazzata, firmata Nuova Carichieti, che tra i tanti effetti nefasti farà perdere il posto di lavoro a dipendenti e dirigenti Ater a un passo dalla mobilità. Ecco che cosa scrive la banca: «Siamo spiacenti comunicarvi che non possono essere accordate ulteriori facilitazioni successive a quelle già concessevi e nello specifico riduzione delle anticipazioni di cassa... Pertanto, essendo la linea di credito scaduta in data 30/06 u.s., rileviamo che alla data odierna insiste a vostro carico l'esposizione di € 3.671.036,95 oltre alle spese ed interessi maturati e maturandi... Vi assegniamo giorni 10, a far data dalla ricezione della presente nota, preannunciandovi sin d’ora che in assenza di un vostro pronto riscontro faremo ricorso ad ogni opportuna azione giudiziale, a tutela delle nostre ragioni di credito, valendo la presente nota quale atto formale di costituzione in mora.
Vi rammendiamo che la Banca è tenuta alle dovute segnalazioni in Centrale dei Rischi al ricorrere dei presupposti di morosità previsti dalla normativa licenziata dall'Istituto di Vigilanza». Che dire se non buona fortuna Ater.

