Atessa dice no al centro per i profughi
ATESSA. La voce di una possibile apertura in città di un centro per accoglienza d’immigrati ha fatto entrare in fibrillazione l’opinione pubblica. Si tratterebbe di una struttura privata, adibita...
ATESSA. La voce di una possibile apertura in città di un centro per accoglienza d’immigrati ha fatto entrare in fibrillazione l’opinione pubblica. Si tratterebbe di una struttura privata, adibita fino a non molto tempo fa ad attività di ristorazione, quasi in pieno centro. Le notizie non sono certe, si tratta solo d’indiscrezioni, ma sono bastate a far intervenire anche il sindaco Nicola Cicchitti e l’assessore ai servizi sociali Sara Cappellone che hanno avuto un incontro informale con il prefetto di Chieti, Antonio Corona, in visita a Tornareccio.
«Il rischio che arrivino c’è, in che numero e quando, non è dato sapere», dice Cicchitti, «è fuori di dubbio che la cosa non ci fa piacere, non certo per razzismo ma per un problema logistico: la struttura in pieno centro, senza spazi esterni, è idonea allo scopo? A oggi però non abbiamo avuto nessuna comunicazione ufficiale».
Una posizione nettamente contraria l’ha presa anche il circolo Forza Nuova Atessa. «Da giorni in città circola una voce, non confermata ma neanche smentita, della possibile apertura di un centro di accoglienza di clandestini nel centro di Atessa», dice il movimento, «la tensione è palpabile e tra i cittadini già serpeggia il malcontento e la rabbia. Ci saranno problemi di ordine pubblico e di emergenza sanitaria. Giorni fa l’Ansa ha segnalato la presenza di cinque casi di malaria in Abruzzo direttamente riconducibili agli immigrati, senza dimenticare i casi di scabbia e Tbc. Atessa in questi ultimi anni ha dato prova di grande coraggio e combattività», continua Fn, «insorgendo decisamente contro il passaggio dell’elettrodotto e la chiusura dell’ospedale: farebbero bene a ricordarsene le istituzioni prima di mettere nuovamente le mani su Atessa». (m.d.n.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

