atessa: esposto dei rappresentanti sindacali alla asl

ATESSA. Dopo diversi episodi e numerose segnalazioni di cibi conservati, preparati o cotti non perfettamente nella mensa dello stabilimento della Sevel, in contrada Saletti (nella foto), le...
ATESSA. Dopo diversi episodi e numerose segnalazioni di cibi conservati, preparati o cotti non perfettamente nella mensa dello stabilimento della Sevel, in contrada Saletti (nella foto), le rappresentanze sindacali aziendali (rsa) della Fiom hanno presentato un esposto alla sezione Igiene alimentare della Asl Lanciano-Vasto-Chieti. Le rsa «nel solo interesse di difendere la salute di tutti quelli che utilizzano questo importante servizio» chiedono un «rapido intervento al fine di verificare se nella conservazione, preparazione e consumo degli alimenti siano rispettate tutte le normative vigenti in materia». Nell’esposto sono elencati diversi episodi capitati recentemente. Il primo portato ad esempio si sarebbe verificato il 26 gennaio scorso nella mensa di lastratura al turno di pausa pranzo delle 11,30-12, quando una lavoratrice ha ritirato un piatto di riso in bianco. Una volta sedutasi per mangiare la lavoratrice ha notato la presenza di vermi nel riso, cosa che ha fatto notare anche ad altri commensali e a un addetto che gestisce il servizio dato in appalto dalla Sevel. Il primo febbraio invece, al terzo turno, all’interno di una confezione di formaggio non scaduta è stata rilevata la presenza di muffa. Sempre nella mensa di lastratura lo scorso 2 febbraio è stata data la possibilità di scegliere un secondo piatto non presente nel menù: costatine di maiale con patate. Ma nella pietanza sarebbero stati riscontrati numerosi pezzetti di osso «probabilmente derivati dalla lavorazione», specifica la nota della Fiom, i quali però hanno creato «notevoli rischi per i consumatori». Le rsa ricordano che anni fa una situazione simile «causò un infortunio molto grave a un lavoratore dopo aver ingoiato un pezzettino di osso». In altre occasioni sono stati, invece, trovati dei capelli nei panini imbottiti serviti. Di qui la richiesta alla Asl di fare immediata chiarezza e un rapido e repentino controllo ai cibi serviti. (d.d.l.)

