Atessa. L’opposizione: «Contrari all’endoscopia spostata a Casoli»

16 Aprile 2020

«Non abbiamo difficoltà ad ammettere che, purtroppo, ci siamo fidati di ciò che ci ha detto il direttore sanitario della Asl provinciale, in seguito ai video mostrati dal Comitato per la difesa dell’o...

«Non abbiamo difficoltà ad ammettere che, purtroppo, ci siamo fidati di ciò che ci ha detto il direttore sanitario della Asl provinciale, in seguito ai video mostrati dal Comitato per la difesa dell’ospedale e del post del sindaco Giulio Borrelli, dove veniva paventato lo spostamento delle apparecchiature di endoscopia all’ospedale di Casoli». Lo dicono i consiglieri comunali di minoranza di LiberAtessa - Vincenzo Pellegrini, Sara Cappellone e Nicola Cicchitti- e di Progetto Atessa - Carmine Fioriti - che sull’argomento avevano dichiarato martedì scorso: «Abbiamo sentito i vertici aziendali Asl che ci hanno confermato che nessuno smantellamento di servizio è stato organizzato ad Atessa in quanto nessuno ha ordinato di procedere a tale azione». Affermazione smentita, invece, da un atto della Asl pubblicato ieri dal Centro. «Il documento, tirato fuori dal sindaco solo oggi (ieri per chi legge, ndc), porta la firma del direttore del Dipartimento chirurgico ed uno dei destinatari è proprio la figura medica responsabile del servizio di endoscopia, nostro concittadino, il quale se avesse avvisato in tempo utile tutte quelle forze politiche che, con azioni unitarie, stanno difendendo il nostro ospedale, ci avrebbe messo nelle condizioni di attivarci al meglio ed evitare questo indecoroso spettacolo», affermano i consiglieri di LiberAtessa e Progetto Atessa. «Certo», proseguono i consiglieri comunali, «siamo rammaricati della situazione che ne è scaturita e ci dispiace che il sindaco metta in discussione la nostra buon fede. Non abbiamo in alcun modo intenzione di avallare scelte che vanno contro il nostro ospedale e gli atessani e, come sempre abbiamo fatto, ci stiamo adoperando con tutti i mezzi a nostra disposizione per lasciare in Atessa tutti i servizi legati al distretto sanitario di base, speranzosi che si possa superare al più presto questo momento drammatico del Covid-19. Chiediamo alla Asl di adottare con chiarezza qualsiasi provvedimento onde evitare ulteriori spoliazioni del San Camillo come purtroppo è stato fatto in passato». (m.d.n.)