Atessa, stop produttivi per ritardi alle forniture dall’Asia: la preoccupazione della Uilm

7 Giugno 2014

Secondo il sindacato, la vicenda della nave bloccata sul canale di Suez sta avendo ripercussioni anche sullo stabilimento abruzzese. Il ritardo ha già prodotto due giorni di cassa integrazione

ATESSA. «Basta con le forniture asiatiche alla Honda di Atessa. I ritardi di produzione, le fermate forzate e i costi lievitati stanno pregiudicando notevolmente il cammino verso il pareggio di bilancio previsto per il 2016». È quanto sostiene la rsa della Uilm preoccupata della vicenda della nave bloccata dal 5 maggio sul canale di Suez che porta 45 container con i pezzi di forniture, il cui ritardo ha già prodotto due giorni di cassa integrazione ed altri sono previsti.

«Alla Honda - dice una nota ufficiale della segretaria Uilm - i sacrifici dei lavoratori sono vanificati a causa dell'aggravio dei costi di produzione legati alle note vicende del mancato arrivo dei pezzi provenienti dal sudest asiatico. Ricordiamo che il progetto New Honda Italy, siglato al Ministero dello Sviluppo Economico e condiviso con la stessa proprietà, prevede la garanzia del lavoro e non la cassa integrazione per i 355 dipendenti e i 92 lavoratori stagionali».

Per la Uilm è un problema serio vista la stagionalità del prodotto moto la cui massima produzione avviene entro giugno-luglio. «Come si può raggiungere un pareggio di bilancio strettamente legato alla fatturazione, aggiunge il sindacato, visto che le navi provenienti dall'Asia non riescono a consegnare i pezzi per assemblare le moto e l'alternativa in atto del trasporto aereo è costosissimo. Siamo convinti di recuperare le perdite produttive, ma non è giusto che devono essere i dipendenti a pagare le scelte logistico-organizzative che stanno danneggiando il futuro della Honda di Atessa. Chiediamo un nuovo incontro al Ministero dello Sviluppo Economico per ridefinire i termini dell'accordo e far slittare la scadenza del pareggio di bilancio».

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