Atessa, un mese di tempo per il futuro dell’ospedale

Borrelli si appella alla Regione: nuovi reparti per potenziare l’assistenza È polemica sul rilancio del San Camillo: servono investimenti per l’area Covid
ATESSA. «La Regione ha un mese di tempo per decidere il futuro dell’ospedale di Atessa, poi non ci saranno più alibi: il decreto Rilancio Italia fornisce tutte le garanzie, anche quelle economiche». Così il sindaco Giulio Borrelli ha iniziato ieri la conferenza stampa nella sala consiliare, alla presenza di diversi altri sindaci, sul riordino della rete ospedaliera in emergenza Covid-19. Borrelli ha tracciato un breve resoconto del percorso iniziato a novembre del 2017 quando il consiglio comunale e i sindaci del territorio si fecero carico di risollevare le sorti del San Camillo per convertirlo in ospedale di area disagiata. Non ha lesinato, Borrelli, attacchi alla Regione e alla Asl: «La scelta di smantellare in 48 ore il nostro ospedale per trasformarlo in qualcosa che non sa “né di sale né di pepe” è stata bizzarra e contraddittoria, unica nel panorama regionale e nazionale. Oggi abbiamo una struttura che non è Covid e non è un ospedale. Ciò che è successo al San Camillo è uno sconcio: un intero territorio privato di servizi essenziali».
Adesso però è il momento delle decisioni che trovano sussistenza e fondamento nel decreto Rilancio Italia nel quale sono previsti investimenti di 55 miliardi di euro per l’assistenza territoriale. Questa la proposta, primo: trasformare il San Camillo in un vero ospedale Covid con rianimazione e terapia intensiva (una realtà straordinaria per un’emergenza epidemiologica). Secondo: separazione dei percorsi tra Covid e no-Covid rendendola strutturale cioè una realtà ospedaliera” a tutti gli effetti con pronto soccorso, radiologia, analisi, medicina ospedaliera e area chirurgica. «Queste non sono ipotesi fantasiose», ha affermato Borrelli, «ma sono contenute nel decreto Rilancio Italia. Adesso la palla passa alla Regione che deve presentare le sue proposte al ministero. È in grado la Regione di prevedere un futuro per il San Camillo?».
Il sindaco di Paglieta, Ernesto Graziani, ha proposto la creazione di «una struttura unica non solo per la nostra regione ma per tutto il Centro Sud cioè un istituto di ricovero e cura carattere scientifico e sanitario con una vocazione sulla medicina del lavoro e l’infortunistica da realizzare utilizzando l’ospedale di Atessa per funzioni sanitarie e ricerca, e l’ex agrario di Paglieta, ora abbandonato, per accogliere i ricercatori e i familiari dei pazienti».

