Attentato al negozio, sparo ravvicinato

9 Ottobre 2016

Trovata l’ogiva della calibro 7,65 sulla parete opposta all’ingresso. Il grilletto premuto alle 3,45 da qualcuno giunto a piedi

VASTO. Il giorno dopo l’attentato il danno è riparato. Tutto sembra essere tornato alla normalità. Così non è. Il messaggio veicolato con il piombo ha spaventato l’intera città. Chi ha sparato contro la vetrina del negozio Little Pet, in corso Mazzini, ha mirato dritto all’ingresso del locale. La polizia che indaga sull’inquietante episodio ha ricostruito la traiettoria e recuperato frammenti del proiettile sulla parete opposta all’ingresso. L’ogiva è stata refertata e consegnata alla polizia scientifica per i rilievi del caso. La telecamera sistemata all’interno del locale ha registrato l’ora dello sparo: le 3,45. Confermato che chi impugnava la pistola, una calibro 7,65, ha premuto il grilletto una sola volta. I residenti hanno infatti sentito solo un colpo. Un botto secco. Poi nessun rumore. Neppure il rumore dello sgommare di un’auto o il rombo di una moto.

Lo sparatore ha raggiunto forse il locale a piedi lasciando l’auto a poca distanza. Non è escluso che al volante dell’auto ci fosse un’altra persona. Sono solo ipotesi. Quello che è realmente accaduto forse potranno raccontarlo le telecamere degli altri locali della zona. La polizia sta acquisendo tutte le immagini. Le registrazioni saranno messe a confronto e analizzate con cura.

Il dirigente del commissariato, il vicequestore aggiunto Alessandro Di Blasio, ha ascoltato anche il marito della titolare del negozio. Anche l’uomo che non è vastese ma da molti anni è in città non sa dare una spiegazione dell’accaduto. La polizia comunque tace. «Non possiamo dire niente», dice in tono categorico il dirigente Di Blasio. «Al momento non ci sono comunque novità o sviluppi». Il riserbo è comprensibile vista la delicatezza della vicenda. Chi ha sparato non voleva comunque fare del male ai titolari del negozio altrimenti non avrebbe agito di notte, l’ora in cui il negozio era vuoto. Il colpo potrebbe essere tradotto come una vendetta, ma anche un dispetto o un avvertimento. Gli investigatori sono alla ricerca di residenti, commercianti ed eventuali testimoni che, nella notte o nelle ore seguenti, potrebbero aver udito o notato dettagli significativi. Una macchina, un uomo sconosciuto, una discussione. Anche il più piccolo dettaglio può essere di grande aiuto alle indagini. Non è escluso che chi ha sparato possa essere stato visto entrare o uscire dal negozio nei giorni scorsi o forse il giorno prima dello sparo. Gli investigatori stanno lavorando tenendo costantemente informata la Procura. L’auspicio è che la polizia possa essere aiutata dai risultati delle perizie o da qualche filmato.

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