Atti e progetti dimenticati nelle stanze devastate

19 Marzo 2019

Spuntano documenti nell’edificio distrutto dai vandali e depredato dai ladri di rame E una relazione svela dettagli sull’affare saltato: palazzi, hotel, asilo, campi e rsa

CHIETI. I documenti che raccontano la storia del Villaggio del fanciullo sono abbandonati a terra tra escrementi, immondizia e arredi distrutti. Dentro le stanze – in una è scoppiato anche un incendio come dimostrano divani, tende e tavoli bruciati – gli atti sono lasciati all’abbandono: ci sono i permessi con il timbro del Comune di Chieti che danno il via libera a «ristrutturazione e ampliamento di strutture da destinare a centro di ricettività turistica»; ci sono i certificati che dicono che il Villaggio del fanciullo «è agibile»; ci sono le dichiarazioni di conformità degli impianti «a regola d’arte».
LADRI E VANDALI. L’edificio, nato per accogliere gli orfani, i ragazzi vittime del disagio sociale e le famiglie povere, svetta su via San Salvatore: chiunque può entrare. Anche i ladri che hanno portato via i cavi di rame: nei bagni della piscina invasa dall’acqua sporca ci sono metri e metri di fili elettrici svuotati. Il risultato di oltre 10 anni di abbandono si vede dalle foto. Eppure questa zona sarebbe potuta diventare «un caso di eccellenza e di merito nell’impostazione e amministrazione del territorio, nel panorama italiano ed internazionale».
ECCO IL PROGETTO. Nell’ufficio dell’urbanistica in Comune, si conservano ancora gli atti di un affare saltato chiamato City Experience: «Questo progetto», dice la relazione sul primo lotto depositata in municipio, «è pensato per chi ama vivere bene la propria vita, giorno dopo giorno». La proposta porta la firma della Villaggio del fanciullo srl, società di Chieti formata da 7 imprese del mattone, e della fondazione Salvezza onlus con sede in piazza Valignani 4. La società, con 10mila euro di capitale sociale, è stata fondata il 20 luglio del 2007 e ha sede legale in via Padre Ugo Frasca a Chieti. In base alla visura della Camera di commercio, ora la Villaggio del fanciullo è «inattiva» e l’amministratore unico è Luciano Bisello di Padova, nominato il 29 gennaio del 2015.
SETTE SORELLE. Della società fanno parte: la Bolina Cap srl con sede a Notaresco, la Giustino Di Muzio srl di Alanno, la Eurocer srl di Pescara, la Promo Real Estate srl di Padova, la Urban Net srl sempre di Padova che possiede la maggioranza delle quote pari al 25% e, poi, ci sono la Cogem srl di Montesilvano e la Ca e Fer srl di San Giovanni Teatino, entrambe finite in crisi e costrette al concordato aziendale anche a causa del «mancato decollo del progetto del Villaggio del fanciullo». Solo per la Ca e Fer, il Villaggio del fanciullo avrebbe potuto portare oltre 2,4 milioni di euro «di cui 861.738,22 per recupero finanziamento soci». Significa che quell’operazione si è rivelata un affare (per pochissimi) e, al tempo stesso, un disastro (per tutti gli altri).
PALAZZI, HOTEL E SPA. Le carte di quell’intervento mai fatto parlano di un progetto con palazzi «a torre» di 5 piani e villette a schiera «appoggiate sul verde», albergo con centro benessere, asilo nido e scuola materna, parco, due campi da tennis e uno da calcetto «da cedere all’amministrazione comunale», un centro commerciale con supermercato al piano terra e galleria di negozi al primo piano, residenza per anziani.
«AREA PER LA CURIA». Poi, il progetto parla anche di un’«area destinata alla Curia per la quale è prevista la costruzione di un nuovo edificio ad integrazione della volumetria esistente».
SECONDO LOTTO? Il primo lotto non ha mosso un passo; ma in Comune è rimbalzata comunque anche un’altra proposta per una lottizzazione bis. Un’operazione fotocopia della prima che però, visto il precedente, non ha raccolto l’interesse di nessun imprenditore.