«Atti irregolari, Terna va fermata»

22 Settembre 2015

Gli irriducibili del no all’elettrodotto al quarto giorno di sit-in. Oggi la società ricomincia con gli espropri

CHIETI. Dopo quattro notti passate in corso Marrucino davanti alla prefettura, gli attivisti No elettrodotto non demordono. Per tutta la giornata di ieri è continuata l’opera di sensibilizzazione della cittadinanza sui temi legati alla realizzazione dell’infrastruttura che da Villanova arriva a Gissi. Attraverso cartelloni, fotografie e anche documentazione tecnica gli attivisti hanno cercato di illustrare i motivi della loro contrarietà. «Abbiamo portato una serie di documenti», ha detto Antonio Di Pasquale che insieme ad Aurelio Del Bello, Marcello Masciotta e Daria Verì non ha mai lasciato il presidio di protesta, «che dimostrano che ci sono diverse illegittimità e irregolarità, in base alle quali chiediamo innanzitutto di bloccare le nuove immissioni del 22 e del 29 settembre e poi l’iter di realizzazione dell’opera». La documentazione presentata parte dall’atto di autorizzazione dell’opera emesso dal Ministero dell’industria e dello sviluppo economico, il decreto 239/EL-196/180/2013, pubblicato il 15 gennaio del 2013. «L’atto garantisce, tra le altre cose», ha continuato Di Pasquale, «ai sensi dell’art. 7 della legge 241, la partecipazione dei cittadini al procedimento amministrativo che riguarda gli espropri attraverso la pubblicazione di un avviso in nove comuni, per rendere note le modalità e i tempi per fare ricorso. È venuto invece fuori che su tre comuni questa pubblicazione non c’è stata». Per questa ragione tutto il procedimento amministrativo risulterebbe viziato. «Abbiamo poi ricordato che il procedimento», continua Di Pasquale, «è stato autorizzato con 41 prescrizioni che non sappiamo se siano state rispettate e su cui nutriamo molti dubbi. Questo perché abbiamo chiesto agli organi preposti al controllo, Regione, Arta e Ministero, se hanno ottemperato al loro compito e loro ci hanno risposto che non è stato possibile. Le verifiche non sono state effettuate prima dell’apertura dei cantieri». Sull’argomento sono state proposte diverse richieste di accesso agli atti e si è così scoperto che ad oggi l’Autorità dei Bacini non si è ancora espressa sul fatto se siano state ottemperate tutte le prescrizioni. “In particolare», continua l’esperto, «parliamo delle due prescrizioni A12 e A25. La prima riguarda una serie di indagini geologiche, geotecniche e idrogeologiche, la seconda verifiche inerenti il rischio di inquinamento delle falde acquifere. Il servizio difesa del suolo della Regione ha rilevato carenze nella documentazione che attesti l’ottemperanza di entrambe le prescrizioni».

Oggi ci saranno le immissioni, ovvero la presa di possesso dei terreni, a Casacanditella e Atessa. Terna, in una nota, dice di voler assolvere al suo compito «senza alcun atteggiamento ostile nei confronti di chi si oppone all’opera che tuttavia risulta, necessaria per lo sviluppo e il miglioramento del sistema elettrico italiano. L’elettrodotto rappresenta un’opera di fondamentale importanza», ribadisce Terna, «la sua entrata in servizio consentirà, infatti, la gestione in sicurezza dei flussi di energia in Abruzzo, regione con un deficit energetico pari al 32%, generando un risparmio per cittadini e imprese».