Atti vandalici al rifugio Pelino: scatta la denuncia per 4 giovani

26 Agosto 2022

Bivacco imbrattato con bombolette spray da escursionisti piemontesi e pugliesi fra i 19 e i 27 anni  L’allarme lanciato dal poliziotto e consigliere comunale di Roccacasale insieme a suoi due amici

GUARDIAGRELE. Bombolette spray al seguito hanno raggiunto il bivacco Pelino, rifugio del Cai sulla vetta del Monte Amaro a 2.793 metri di altezza, e lo hanno verniciato, riempendolo di disegni e figure. Ma la scena non è passata inosservata ad alcuni escursionisti aquilani, fra cui il consigliere comunale di Roccacasale, che hanno allertato i carabinieri forestali, i quali, sulla base delle descrizioni fornite, sono riusciti ad individuare i responsabili del gesto, immediatamente denunciati.
Il fatto è accaduto mercoledì mattina, attorno alle 10. A finire nei guai, quattro giovani, tra i 19 e i 27 anni, tutti provenienti da fuori Abruzzo. Tre risiedono in Piemonte e uno in Puglia. Fra loro, c’è anche una ragazza.
Ora rischiano da uno a sei mesi di reclusione o una multa da 300 a 1.000 euro per imbrattamento di bene immobile, oltre all’applicazione della normativa in materia di aree protette. Il gruppetto ha anche l’obbligo di ripristino e ripulitura della struttura, di cui si occupa il Cai di Sulmona.
Dalle indicazioni degli escursionisti, i carabinieri della Stazione Carabinieri Parco di Pretoro hanno subito capito che gli autori potevano essere quattro giovani visti, il giorno prima, durante uno dei servizi di controllo del territorio, scendere da un’automobile nei pressi del rifugio Pomilio di Rapino ed incamminarsi verso il blockhaus. Quindi, si sono appostati vicino alla loro macchina e quando sono scesi a valle li hanno fermati per l’identificazione. I giovani non hanno neppure provato a giustificarsi.
Il bivacco Pelino, inaugurato il 18 luglio 1982 in occasione del 25esimo raduno interregionale e quinto raduno nazionale giovanile del Cai, nel corso degli anni ha subito diversi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria proprio a causa dei danni provocati dall’incuria di chi lo frequenta e degli atti vandalici. Nel settembre 2017 la struttura, che è sempre aperta e dispone di dieci posti letto, venne invasa da rifiuti di ogni genere.