Attività di montagna in ginocchio Si spera negli aiuti dal Governo

10 Gennaio 2023

Piste chiuse nel comprensorio Passolanciano-Maielletta: non bastano le attrazioni alternative allo sci Anche alberghi e ristoranti sono in affanno, investimenti vanificati: si lavora al 50% delle possibilità

PRETORO. Doveva essere l’anno della ripartenza dopo il Covid e invece c’è stato ancora un stop. La montagna senza neve in alcuni casi è riuscita a contenere le perdite, in altri invece è stata una débâcle. E ora gli operatori della Maielletta chiedono aiuto a Roma e guardano all’incontro che il ministro del turismo Daniela Santanché ha indetto per domani sulla problematica. In ballo ci sono anche i 23 milioni stanziati dal Masterplan per il comprensorio Passolanciano-Maielletta, di cui però si parla da anni senza ancora vedere interventi concreti.
IMPIANTI AL PALO
Tutti gli impianti da sci sono rimasti al palo nell’intero comprensorio sciistico. La neve si è vista per alcuni giorni a fine novembre, ma sono bastati tre giorni di garbino per spazzare via tutto. Il maltempo arrivato ieri, con l’abbassamento delle temperature, ha portato solo un po’ di nevischio. Niente di sufficiente a innevare le piste. «In genere le perturbazioni che arriva da ovest, come in questo caso, non impensieriscono», spiega Venanzio Lagatta, direttore delle sciovie e dell’area food delle piste di Mammarosa, gestite da Majelletta We, «affinché nevichi sulla nostra montagna in genere la perturbazione deve arrivare dalla parte opposta, vale a dire dal mare. Noi siamo stati molto penalizzati. Le piste da sci non hanno mai funzionato. Ha funzionato solo il ristorante. Eppure quest’estate avevamo fatto importanti investimenti. Avevamo comprato ad esempio un tappeto mobile per la risalita da duecentomila euro. Al governo chiediamo un saldo, fosse anche parziale, delle somme che dobbiamo ai Comuni per la fruibilità delle piste da sci, e un rimborso per le attività collaterali legate allo sci, come ad esempio quella dei noleggi, dei ristoranti e degli alberghi».
ALBERGHI IN DIFFICOLTÀ
E in tema di alberghi in crisi c’è anche per lo storico Mammarosa. «Noi siamo ben al di sotto del 50% dell’attività che avremmo potuto fare», dice il proprietario Giancarlo Ferrara, «anche se qualcuno arriva comunque a visitare la nostra montagna pure senza neve, resta il fatto che la montagna d’inverno è soprattutto neve». E l’innevamento non è l’unico problema del comprensorio: «Questa è una stazione vecchia di 40 anni», dice Ferrara, «da 40 anni a questa parte non è mai progredita. Io ci lavoro da 57 anni e sono stato testimone di tutto quello che è successo. Come nel caso dei fondi del Masterplan, di cui sentiamo parlare ormai da troppo tempo senza vedere nulla di concreto». I 23 milioni di euro sono stati destinati al comprensorio Passolanciano-Maielletta, sia per potenziare il sistema dei parcheggi, allo stato assolutamente insufficiente, sia per la costruzione di una seggiovia che colleghi le piste più a valle di Passolanciano con quelle più a monte di Mammarosa. Da un anno c’è già il biglietto unico da poter utilizzare su entrambe le piste.
MONTAGNA SENZA NEVE
Qualche albergo, in controtendenza, è riuscito a tenere momentaneamente botta alla mancanza della neve. È il caso dell’hotel Panorama che ha lavorato bene durante tutto il periodo delle feste. «Chi aveva prenotato ha deciso di venire lo stesso», dice il proprietario Pierluigi Palumbo, «ma è ovvio che senza neve non si può andare avanti. Finché ci sono state le festività le persone sono venute e noi abbiamo lavorato molto bene. Siamo al completo dalla vigilia di Natale sino a mercoledì prossimo. Sicuramente c’è stata una voglia di ripresa dopo gli anni del Covid. Ma da mercoledì in poi, se non torna la neve, saremo costretti a chiudere. Almeno finché non cambierà la situazione».
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