Attività ridotte negli ospedali, è polemica
Da oggi 17 infermieri e 6 oss del Renzetti e Bernabeo spostati a Chieti: «Lanciano e Ortona in ginocchio»
LANCIANO . Dopo la disposizione che da oggi prevede lo spostamento di 17 infermieri e 6 operatori socio sanitari (oss) dagli ospedali Renzetti di Lanciano e Bernabeo di Ortona a Chieti, dove sarà attivato un nuovo reparto di medicina Covid, arriva la richiesta firmata dal direttore sanitario Angelo Muraglia e dal manager Asl Thomas Schael per prelevare anche 4 chirurghi dai due presidi. Il tutto mentre resta chiuso il reparto di Medicina Covid di Atessa perché destinato a chi ha pochi sintomi, mentre i casi Covid sono ora gravi.
Una scelta, quella di aprire il nuovo reparto Covid a Chieti, contrastata da molti per l’opportunità e soprattutto perché nei mesi precedenti l’azienda non ha assunto infermieri e oss, che già mancavano nei vari presidi. Con questa disposizione il Renzetti vedrà l’accorpamento di Chirurgia e Otorino, con taglio dei posti letto a 12: le attività quindi saranno più che dimezzate e gli interventi programmati posticipati. Ad Ortona chiude il reparto di Chirurgia-Ortopedia e il blocco operatorio viene semi smantellato. «Stiamo assistendo al fallimento della politica sanitaria regionale e delle scelte aziendali conseguenti», dice Leo Marongiu, segretario provinciale Pd. «Con questo provvedimento Lanciano e Ortona vanno in ginocchio».
«Non discutiamo la disposizione aziendale», aggiunge il segretario Pd di Ortona Franco Musa, «ma come mai, dopo mesi dedicati solo alla pandemia, la gravissima carenza di personale sanitario e parasanitario non è stata affrontata dalla nostra Asl. Una disastrosa politica di reclutamento, mentre le altre Asl regionali facevano concorsi assumendo personale dedicato. E in questa situazione le chiusure da temporanee rischiano di diventare definitive». Problemi sollevati anche dal consigliere regionale Francesco Taglieri (M5S) e dal sindaco di Lanciano Filippo Paolini. «Mi auguro che l’accorpamento di Chirurgia-Otorino sia brevissimo e legato esclusivamente alla emergenza Covid come mi è stato detto», spiega il sindaco. «Eppure nelle varie riunioni fatte si prevedeva questo picco e si sapeva che serviva personale, costringendo così molti utenti frentani a dover rimandare gli interventi programmati». E resta chiuso il reparto Covid di Atessa.
«È chiuso perché i ricoverati hanno una condizione di salute grave, invece l’ospedale Covid di Atessa è dedicato ai paucisintomatici», chiarisce il sindaco di Atessa Giulio Borrelli. «Ora viene aperto questo nuovo reparto a Chieti, riconvertendo alcune unità, anche a Lanciano e di Ortona. Ad Atessa abbiamo solo due medici che si occupano del reparto di Medicina e pochi infermieri. Il reparto Covid potrebbe essere riaperto se i casi non saranno più complessi». (t.d.r.)
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