Aumenta la povertà, si mobilita il ministro

Dadone incontra i giovani e gli studenti universitari. Via al progetto tra volontari, Comune e ateneo
CHIETI. Sono 9mila i teatini disoccupati o inoccupati, ma quello che più preoccupa è la povertà che avanza tra i più giovani. Povertà sia materiale che esistenziale, come ha sottolineato il responsabile della Capanna di Betlemme Luca Fortunato, che ha proposto a Comune e università d’Annunzio un progetto destinato proprio ai più giovani. «Un modo per non farli sentire soli», ha spiegato Fortunato, «per dare loro gli strumenti perché non smettano di sognare». Comune e università hanno subito raccolto la proposta ed è nata così la giornata, inedita nel panorama nazionale, con la ministra delle politiche giovanili Fabiana Dadone che martedì prossimo sarà in città proprio per incontrare i giovani. In mattinata incontrerà i ragazzi degli ultimi anni delle superiori al teatro Marrucino, nel pomeriggio, all’auditorium del rettorato della d’Annunzio incontrerà gli studenti universitari.
«Sperimentiamo così anche una rete tra Comune, istituzioni e associazioni», ha detto l’assessore alle politiche sociali Mara Maretti, «che porteremo avanti con diverse altre iniziative». L’appuntamento con il ministri si intitola “Educazione, formazione, lavoro” e sarà fruibile in streaming sui profili social del Comune e dei soggetti coinvolti. «Sono parte di una generazione che ha avuto l’opportunità di scegliere il lavoro dei sogni», ha detto il sindaco Diego Ferrara, «cosa che non è accaduta ai miei figli e alle generazioni più giovani, che hanno avuto grosse difficoltà a trovare una collocazione nel mercato del lavoro, nonostante la laurea, i titoli e le competenze. Le prime richieste che abbiamo avuto appena la nostra amministrazione si è insediata, riguardavano proprio il lavoro».
La giornata con il ministro nasce per coinvolgere i giovani: «Diversi saranno gli argomenti e gli interventi per arrivare a un confronto fattivo», ha detto l’assessore alle politiche giovanili Manuel Pantalone, «per illustrare come accedere al mondo del lavoro e per dare un viatico e una speranza ai giovani, specie a quelli che hanno meno opportunità». L’assessore Maretti, docente di sociologia alla d’Annunzio, ha riferito di «statistiche nazionali allarmanti, con la fascia di popolazione a rischio di povertà che è proprio quella che va da 0 a 17 anni, espressione di famiglie che vivono problemi sempre più complessi dal punto di vista economico e sociale». (a.i.)

