Aumentano i maltrattamenti La polizia alle donne: denunciate

26 Novembre 2020

Il questore Gargano traccia il bilancio: «È fondamentale l’attività di prevenzione nelle scuole» C’è un’app che consente di segnalare con il cellulare, anche in forma anonima, situazioni sospette

CHIETI. In provincia di Chieti crescono i casi di maltrattamenti in famiglia: nel 2020 sono stati 82 contro i 61 dell’anno scorso. Diminuiscono, invece, le denunce per atti persecutori (da 78 a 75) e le violenze sessuali (da 18 a 13). Nessuna donna è stata vittima di omicidio da parte di persone conviventi o comunque legate da vincoli affettivi, mentre erano stati due i delitti avvenuti nel 2019. Sono i dati diffusi dalla polizia nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Il questore Annino Gargano, nel solco delle iniziative che la polizia di Stato organizza da tempo e tenendo conto delle limitazioni dovute all’emergenza Covid, ha deciso di rivolgere in modo particolare la campagna di sensibilizzazione e informazione alle scuole superiori con l’invio, in formato digitale, dell’opuscolo “Questo non è amore” realizzato dalla Direzione centrale anticrimine. È stato un modo per sollecitare la discussione sull’argomento durante la didattica a distanza. Una nuova iniziativa finalizzata alla gestione delle richieste di aiuto delle vittime di violenza, in concomitanza con il periodo del lockdown, è stata l’implementazione dell’applicazione YouPol, attraverso la quale i cittadini possono chattare, anche in modo anonimo, con la sala operativa della questura per segnalare situazioni di disagi e per trasmettere messaggi e immagini.
Creata per contrastare il bullismo e lo spaccio di droga nelle scuole, l’app è stata aggiornata nel mese di marzo, prevedendo la possibilità di segnalare anche i reati di violenza domestica. «Tra i provvedimenti preventivi», spiega la polizia, «un consolidato e valido strumento è rappresentato dal potere di ammonimento del questore, che anticipa la soglia di tutela, potendo essere adottato in quei casi che costituiscono l’anticamera di episodi più gravi».
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