Aumentano le famiglie in crisi: reddito di cittadinanza per 1.300

I dati del report: crescono le difficoltà tra la popolazione e l’emergenza diventa anche abitativa L’assessore Maretti: «Lavoriamo per fronteggiare le criticità, siamo pronti a sbloccare dei fondi»
CHIETI . Sono circa 1.300 le famiglie sul territorio comunale di Chieti che godono del reddito di cittadinanza. Aumentano le situazioni di difficoltà, anche a causa dell’emergenza pandemica che ha aggravato il quadro economico generale. Il dato sui percettori del sussidio dà un’idea delle proporzioni della crisi, ma non è l’unico elemento significativo. Un altro aspetto, ad esempio, è quello relativo all’emergenza abitativa, rispetto alla quale il Comune sta provando a correre ai ripari.
GLI AIUTI L’assessore alle politiche sociali assistenziali Mara Maretti conferma: «Sono 1.300 i redditi di cittadinanza che abbiamo sul territorio comunale, un dato verificato proprio qualche giorno fa». Una situazione complicata, che si aggrava quando alle difficoltà economiche si aggiungono altre strettamente correlate. «Un aspetto problematico, che stiamo cercando di gestire attivando il prima possibile un fondo di garanzia, è quello relativo alla casa. Sono iniziati gli sfratti esecutivi e purtroppo i residenti che hanno il reddito di cittadinanza fanno i conti con le difficoltà ad ottenere un contratto d’affitto», afferma l’assessore. «L’emergenza abitativa è un tema caldo sul quale le politiche sociali insieme a quelle per la casa stanno lavorando tantissimo per cercare di capire come fronteggiare il disagio, sempre in un’ottica integrata. Abbiamo di fronte soggetti multi problematici, a volte con dipendenze e contestualmente con difficoltà abitative, oltre che in una situazione di disgregazione familiare».
AZIONE DI RACCORDO In un quadro simile diventa fondamentale la collaborazione tra istituzioni, forze di volontariato e addetti ai lavori in grado di fornire risposte utili. «Su questo, come amministrazione stiamo cercando di creare una rete per l’inclusione: abbiamo già fatto alcuni incontri preliminari. Ci stiamo accordando con le altre organizzazioni del territorio, sia del terzo settore che con le istituzioni, per creare un network in grado di sostenere i cittadini quando si presentano da noi in situazioni di povertà relazionale e in alcuni casi assoluta».
CONTRIBUTI Un passaggio amministrativo fondamentale è rappresentato dall’approvazione del bilancio di previsione. A quel punto, infatti, potrebbero svincolarsi diverse risorse sia del fondo povertà che di quello relativo all’emergenza alimentare, nel quale sono previsti contributi per gli affitti e per le utenze. Con questi ultimi «dovremmo in parte istituire un fondo per l’emergenza abitativa, una sorta di fondo di garanzia per agevolare i proprietari degli appartamenti a concedere l’affitto anche a persone che sono più fragili dal punto di vista della continuità economica», conferma l’assessore Maretti.
ALTRI POVERI Ci sono 1.300 famiglie con il reddito di cittadinanza, altre in situazioni di emergenza abitativa, ma anche molti poveri non ancora individuati dalle istituzioni. Un contesto in continua evoluzione: «Abbiamo a che fare con altre forme di povertà, nuclei familiari che devono fare i conti con criticità varie e che non abbiamo ancora intercettato», aggiunge il membro della giunta presieduta dal sindaco Diego Ferrara. Un esempio? Si registrano famiglie che hanno una casa, non hanno il reddito di cittadinanza ma sono state anche loro precedentemente ristorate con buoni spesa.
I BUONI SPESA Sotto questo aspetto si contano complessivamente 770 famiglie che hanno usufruito dei buoni spesa. E l’assessore Maretti annuncia: «Abbiamo delle risorse per tornare a fornire queste forme di aiuto, fondi svincolati dall’approvazione del previsionale. Quindi entro settembre speriamo di riprendere proprio con i buoni spesa e acquisto».
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