Aumento stipendi alla giunta Di Nardo: dimettiamoci tutti

24 Febbraio 2019

ORTONA . «Con un vergognoso e unilaterale atto di arroganza la giunta Castiglione mette le mani nelle tasche dei cittadini ortonesi, sottraendo 70mila euro alle casse pubbliche, al fine di aumentare...

ORTONA . «Con un vergognoso e unilaterale atto di arroganza la giunta Castiglione mette le mani nelle tasche dei cittadini ortonesi, sottraendo 70mila euro alle casse pubbliche, al fine di aumentare gli stipendi del sindaco e degli assessori. Per fermare questo scempio invito ufficialmente tutti i consiglieri, sia di maggioranza che di opposizione, ad incontrarci lunedì mattina alle 12, nello studio di un notaio che si è reso disponibile, per rassegnare compatti le nostre dimissioni». È la proposta del capogruppo al Comune di Ortona per Fratelli d'Italia, Lega, Libertà e Bene Comune per Ortona Angelo Di Nardo, in risposta al provvedimento con il quale la giunta comunale intende aumentare i propri stipendi, destinando 211mila euro per il 2019 al capitolo di bilancio riguardante gli “Organi istituzionali”, contro i 139 mila euro dell’anno passato. «Ci chiediamo come mai il signor Leo Castiglione e i suoi fedelissimi non abbiano inserito l’aumento dei loro stipendi nel proprio programma elettorale», prosegue l’esponente del centrodestra, «e ci piacerebbe sapere se su questa scelta c’è unità di vedute, visto che alcuni esponenti dell’attuale maggioranza, a partire dal presidente del Consiglio comunale, fecero parte della passata giunta, che invece dimezzò gli stipendi degli amministratori».
La presidente del Consiglio comunale, Lucia Simona Rabottini, è chiamata in causa anche dall’ex assessore ai Lavori pubblici, Domenico De Iure, uno di quelli che fu favorevole alla riduzione delle indennità. «Mi auguro che la dottoressa Rabottini, che come me votò la delibera di giunta per l’abbassamento degli stipendi, ora in consiglio comunale non voti a favore per il nuovo aumento». De Iure descrive quella riduzione risalente a luglio 2015 come «un atto di sobrietà» e critica, parlando di una città ferma, l’attuale operato del sindaco che «continua ad inaugurare opere messe in campo dalla precedente amministrazione». (a.s.)
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