Aurora muore tre giorni dopo lo schianto

Non ce l’ha fatta la 22enne di Palombaro: donate le cornee. Lo studente alla guida rischia l’accusa di omicidio stradale
PERANO. Si è spenta tre giorni dopo il terribile schianto sulla Fondovalle Sangro. Il cuore di Aurora Belardo, 22 anni, di Palombaro, ha smesso di battere ieri mattina, intorno alle 11, nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Pescara, dove la giovane lottava tra la vita e la morte da sabato notte. Troppo gravi le ferite riportate nell’impatto con l’auto del 19enne di Casoli, N.C., che ora rischia l’accusa di omicidio stradale.
Sabato notte, poco dopo lo svincolo Piane d’Archi-Casoli, la Polo Volkswagen di N.C., con a bordo M.D.U., 18 anni di Lama dei Peligni, a causa di un colpo di sonno ha invaso la corsia e centrato in pieno la Smart guidata da Aurora Belardo. La giovane e la sua amica, M.D.U., 21 anni, istruttrice di nuoto di Casoli, sono state ricoverate entrambe a Pescara. La 22enne è stata estratta dalle lamiere e trasportata, in condizioni disperate, a Lanciano e poi a Pescara. L’amica, che ha riportato un trauma cranico, è fuori pericolo (30 giorni di prognosi), come i passeggeri della Polo rimasti feriti. Aurora ha lottato con le unghie per rimanere aggrappata alla vita. In ospedale, a Pescara, ha subito un lungo intervento chirurgico, durato sette ore, per tamponare la grave emorragia all’addome. Ma le sue condizioni non sono mai migliorate.
Ieri mattina i medici stavano per dichiarare la morte cerebrale, ma il cuore della ragazza ha smesso di battere prima. I genitori, Adriano e Gabriella, hanno autorizzato l’espianto delle cornee della figlia. Ad effettuare l’intervento necessario alla donazione è stata una equipe specializzata del centro oculistico dell’Aquila, arrivata ieri pomeriggio all’ospedale adriatico. La Procura di Lanciano, tramite il pm Rosaria Vecchi, aveva, intanto, già disposto il nulla osta per la restituzione della salma alla famiglia (superfluo l’esame autoptico). Il feretro di Aurora è giunto in serata a Palombaro, dove è stata allestita la camera ardente nel Santuario della Madonna dell’Assunta. Qui lunedì pomeriggio si era svolta una veglia di preghiera. In tanti si sono raccolti in chiesa per far sentire il calore e la vicinanza alla ragazza e alla sua famiglia. Una gigantografia di Aurora, con l’hashtag #vivi, è stata firmata da tutti e posta sul muretto antistante la chiesa, sullo sfondo la Maiella. Aurora Belardo lavorava, come il padre e la madre, nel calzaturificio “La Rinascita” di Palombaro. Adorava i due nipotini, figli della sorella Samanta. Sabato sera non avrebbe neanche voluto uscire di casa. «Aurora era una figlia di Palombaro», dice il sindaco Consuelo Di Martino, «nata e cresciuta in paese. Bella, solare, educata, gentile. La nostra è una comunità distrutta». L’amministrazione comunale ha deciso di proclamare il lutto cittadino per oggi pomeriggio, in occasione dei funerali della giovane che si svolgono, alle 17,30, nella chiesa dell’Assunta. «Con questo atto si intende manifestare in modo tangibile e solenne il dolore per questa grave perdita che ha profondamente colpito la comunità palombarese, in particolar modo i giovani», spiega l’ordinanza sindacale, «e testimoniare una forte vicinanza e sostegno al dolore che sta vivendo la famiglia. Viene disposta l’esposizione della bandiera a mezz’asta presso la sede comunale e vengono invitate i titolari delle attività commerciali e produttive ad esprimere la loro partecipazione mediante la sospensione delle attività durante la cerimonia funebre».
L’accusa per il 19enne alla guida della Polo, neo patentato, passa adesso a quella di omicidio colposo. Se i carabinieri di Atessa accerteranno che l’auto andava ben oltre i limiti consentiti di velocità, per lui potrebbe scattare anche l’accusa di omicidio stradale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

