Autista del bus picchiato: denunciato l’aggressore

2 Dicembre 2023

Nei guai un passeggero di 47 anni: ora è accusato di lesioni personali e minacce Il dipendente della Panoramica racconta: «Era inferocito per 5 minuti di ritardo»

CHIETI. Lesioni personali e minaccia. Sono i reati di cui deve rispondere il passeggero di 47 anni, residente a Cepagatti, che ha aggredito un autista della Panoramica sulla linea 3/ nel tardo pomeriggio del 23 novembre. L’uomo è stato identificato e denunciato dai carabinieri dopo la querela presentata dal dipendente di 51 anni dell’azienda che si occupa del trasporto pubblico a Chieti. A scatenare la violenza sono stati i cinque minuti di ritardo dell’autobus.
In base al racconto della vittima, il quarantasettenne – non appena salito sul mezzo in via Aterno – ha cominciato a gridare: «È arrivato il pezzo di m..., ti faccio passare i guai, ti spacco la faccia, non sai con chi hai a che fare». L’autista non ha risposto e ha continuato a guidare, ma l’esagitato ha iniziato a colpirlo sul braccio destro e a strattonarlo, facendogli volare il telefono con il quale l’aggredito stava riprendendo la scena. Sempre secondo la testimonianza della vittima, il passeggero era inferocito per il ritardo accumulato dall’autobus, partito con cinque minuti di ritardo dal capolinea di Manoppello Scalo e rimasto poi bloccato per altri cinque minuti al passaggio a livello. A quel punto il cinquantunenne ha incrociato una pattuglia dei carabinieri, che si è immediatamente fermata per capire ciò che stava accadendo, considerando che l’autista aveva inserito le quattro frecce e iniziato a suonare. La vittima ha raggiunto il pronto soccorso del Santissima Annunziata e ha avuto quattro giorni di prognosi per le contusioni e un attacco di panico. Determinante, per ricostruire le fasi dell’episodio, è stato il video girato con lo smartphone dal dipendente della Panoramica.
All’indomani dell’aggressione era intervenuto anche il sindaco Diego Ferrara per esprimere solidarietà all’autista e rimarcare che «il confronto è sempre costruttivo, ma ci sono modi e modi di esternare le proprie opinioni, la violenza è il modo più sbagliato e inaccettabile».
Secondo Filt Cgil, Fit Cisl e Faisa Cisal, «non è più possibile che le disattenzioni di azienda e Comune debbano ricadere sui lavoratori e sull’utenza. Sono ormai cronici e certificati i ritardi che derivano dal mancato adeguamento delle percorrenze. Il fenomeno risale al lontano 2010, quando i 15 chilometri percorsi furono cronometrati dalla società, con un’approssimazione per difetto già dal principio. A distanza di 13 anni si usano mezzi che, per effetto dei dispositivi di sicurezza, impiegano più tempo a fermarsi e ripartire, le fermate sono aumentate e il traffico è raddoppiato».
©RIPRODUZIONE RISERVATA