Autistico senza cure La protesta arriva in consiglio regionale

SAN SALVO. La triste vicenda del bambino di 3 anni di San Salvo affetto da autismo e in attesa da mesi di una adeguata assistenza è finita in consiglio regionale. La questione è stata sollevata dal...
SAN SALVO. La triste vicenda del bambino di 3 anni di San Salvo affetto da autismo e in attesa da mesi di una adeguata assistenza è finita in consiglio regionale. La questione è stata sollevata dal consigliere Mauro Febbo (FI) ma sia il governatore Luciano D’Alfonso (Pd) e sia l’assessore alla sanità, Silvio Paolucci (Pd) hanno ritenuto legittime le rimostranze di Febbo assicurando un loro intervento. È necessario tuttavia trovare una soluzione prima possibile perché il piccolo sta sempre peggio. La Asl, nonostante le promesse fatte un mese fa, non ha ancora preso in carico il piccolo paziente.
La storia del piccino è tristissima. Un’odissea che sta procurando dolore e disagi. «Ho chiesto il coinvolgimento dell’intero consiglio regionale», ha detto Febbo. «D’Alfonso, ma ancora di più Paolucci hanno preso a cuore la vicenda», dice il consigliere regionale. Saranno loro a chiedere al dottor Vincenzo Orsatti, direttore sanitario della Asl Lanciano Vasto Chieti, di mantenere l’impegno assunto durante i lavori di audizione della commissione di vigilanza.
Il piccolo è affetto dal disturbo dello spettro autistico. Nonostante sia un suo diritto, non viene preso in carica presso la struttura riabilitativa indicata. Il legale dell’associazione regionale per l’autismo aveva annunciato un ricorso al giudice tutelare competente per imporre alla Asl la presa in carico. L’intervento dell’assessore Paolucci potrebbe risolvere la vicenda. Il piccolo ha una forma di autismo molto marcata e più volte valutata con diagnosi di autismo grave. Può essere curato solo presso la struttura riabilitativa adeguata di San Salvo. «Sarebbe dovuto avvenire già ad agosto e inspiegabilmente ad oggi viene lasciato senza adeguate cure. Il quadro clinico del piccolo registra un peggioramento marcato. Ho fatto presente tutto ciò in consiglio regionale», ha spiegato Febbo.
Indescrivibile lo stato d’animo dei genitori. La certificazione clinica del bambino è regolare e a disposizione delle autorità di riferimento. C’è una nota del commissario per la sanità, il certificato del Crra, una prescrizione dell’Uvm e due note di sollecito del Servizio ispettivo della Regione. Tutti fanno il tifo per il piccino e sperano che la grave situazione venga immediatamente chiarita e risolta al fine di garantire il diritto alla cura. (p.c.)
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