Auto-ariete per svaligiare due negozi

Sfondate le vetrine del bar di un benzinaio e di un’agenzia di scommesse. Prima della fuga i ladri danno fuoco alla vettura
VASTO. Rubano un’auto e la utilizzano come ariete per mettere a segno due furti. Poi, con il bagagliaio pieno di refurtiva, raggiungono il piazzale di una cantina in periferia, salgono su un’altra auto e imboccano l’autostrada. Prima, però, incendiano la vettura rubata nel tentativo di cancellare indizi sulla loro notte brava. La movimentata sequenza ricostruita dai carabinieri grazie anche alla collaborazione dei vigili del fuoco, è iniziata alle 21 di sabato sera nelle vicinanze dello stadio Aragona. Qui i ladri hanno rubato la Fiat Uno di un pensionato di 77 anni, sono riusciti a metterla in moto e per qualche ora hanno girato la città. Intorno alle tre si sono diretti verso la circonvallazione Histoniense.
Raggiunto il centro scommesse (il proprietario è un atleta del Cupello Calcio, Alessandro Tarquini), hanno sfondato in retromarcia l’ingresso. Un botto fortissimo. Una volta dentro il locale, hanno rubato 10 monitor e un televisore con maxi schermo. Poi hanno rovistato nei cassetti ma non hanno trovato contante. La stessa tecnica è stata usata ai danni del bar Tiger della stazione di servizio Esso (visitata già altre volte in passato dai ladri) dirimpettaia della sala giochi. Anche questa volta hanno sfondato l’ingresso con l’auto. Nel bar pare siano riusciti a portare via solo il denaro trovato in cassa.
La scorribanda è stata interrotta dall’arrivo dei vigilantes allertati dal sistema d’allarme della sala giochi. Erano passate da poco le 4. Un’ora e mezza dopo al centralino dei vigili del fuoco è arrivata una richiesta d’intervento per l’incendio di un’auto sul piazzale della cantina San Michele, in contrada Pagliarelli. L’auto a fuoco era la Fiat Uno rubata al pensionato. Il 77enne è stato avvisato del furto e dell’incendio della sua auto al risveglio.
I ladri erano ormai lontani a godersi il bottino caricato su un’altra vettura. Sulla drammatica sequenza, che racconta la sfrontatezza della malavita che probabilmente arriva da fuori città, indagano i carabinieri. Gli investigatori confidano nell’aiuto della videosorveglianza. La Fiat Uno ha attraversato l’intera città prima di essere distrutta. La gang ha tenuto l’auto con sè per diverse ore. Qualche obiettivo potrebbe aver ripreso particolari importanti. E quella Fiat che scorazzava per le strade deserte potrebbe essere stata notata anche da qualche cittadino che, non visto, potrebbe aver notato particolari importanti sugli occupanti dell’utilitaria. Se così fosse le forze dell’ordine invitano i cittadini a collaborare. Solo creando una rete di vigilanza è possibile scoraggiare l’assalto delle bande di ladri sempre più audaci.
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