Auto bruciate alla famiglia Indagini su una vendetta

5 Febbraio 2015

San Salvo, incendio di via Trignina: gli investigatori escludono la malavita Comparazioni con l’episodio di dicembre nella stessa area condominiale

SAN SALVO. Dieci anni fa i primi incendi dolosi. All’inizio dispetti ai politici. Poi guerre fra bande e a seguire vendette personali. Fra Vasto e Salvo il numero dei roghi di autovetture è ormai a due zeri. Undici lo scorso anno. Nove nel 2013. Dopo un periodo di relativa calma l’ultimo trimestre 2014 ha riacceso gli accendini. A Vasto i piromani hanno colpito il 23 gennaio.

Incendi a San Salvo. A San Salvo l’ultimo rogo doloso è di 72 ore fa. La Fiat Punto incenerita è intestata a un familiare di un giovane commerciante al quale a dicembre è stata distrutta dal fuoco una Bmw nello stesso cortile di via Trignina. I carabinieri, su incarico della Procura, stanno facendo comparazioni fra i due episodi. Le piste seguite sono diverse. Viene escluso un gesto ritorsivo della malavita ma non la pista della vendetta privata. Gli esecutori materiali dei due incendi potrebbero essere diversi. Il mandante, però, quasi certamente è uno. La famiglia presa di mira è una famiglia conosciuta da tutti. «Sono persone tranquille. Grandi lavoratori», confermano i vicini. Forse è proprio la serietà delle vittime a dar fastidio al piromane. Inutile cercare di sapere qualcosa di più dai carabinieri perché le bocche sono cucite. Un particolare che induce all’ottimismo: gli investigatori potrebbero aver individuato una pista e la coprono con il massimo riserbo. Tutta la città spera che si riesca a risalire al responsabile. San Salvo, come Vasto è stanca dei roghi. Tante le similitudini fra l’incendio di lunedì notte e quello del 23 gennaio a Vasto sul quale indaga la polizia. L’unica differenza è che a Vasto l’incendiario ha lasciato sul posto anche la bottiglia di liquido infiammabile.

Incendio a Vasto. L’autore dell’incendio doloso di via Casetta voleva lanciare un messaggio alla vittima. Per farlo ha scelto il fuoco e ha firmato il gesto lasciando sul posto la bottiglia che conteneva il liquido infiammabile versato sul cofano dell’auto, un’Alfa Romeo Giulietta. Il proprietario del veicolo è un tranquillo trentenne di Vasto che conduce una vita altrettanto serena. Per questo i vicini di casa sono sconcertati e sempre per questo gli investigatori non scartano l’ipotesi di un dispetto. Le indagini coordinate dal sostituto procuratore Giancarlo Ciani, sono state affidate alla polizia del locale commissariato e il dirigente, il vicequestore aggiunto Alessandro Di Blasio per il momento preferisce non parlare. L’auto era parcheggiata all’interno di un cortile condominiale. Proprio come quello di San Salvo. Ad essere presa di mira è innaffiata abbondantemente di benzina è stata la parte anteriore della vettura. Sia a San Salvo che a Vasto di grande aiuto agli investigatori potrebbero essere i risultati delle analisi della polizia scientifica su quel che resta dell’interno dei veicoli. Il fuoco cancella le tracce ma spesso spuntano fuori indizi insperati. (p.c.)

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