Auto bruciate per un debito

19 Aprile 2017

Mercedes a fuoco in centro nella notte, in fiamme anche due vetture vicine

SAN SALVO. Una vendetta, un dispetto personale forse legato a un piccolo debito non saldato: potrebbe essere questa la causa dell’incendio che martedì notte ha distrutto due auto e danneggiato un terza, tutte parcheggiate nel centro cittadino di San Salvo, a poca distanza tra loro. Ingenti i danni: si parla di almeno 30mila euro. Al mattino l’odore di bruciato è ancora nell’aria. Le carcasse annerite di due vetture sono parcheggiate vicine l’una all’altra. Un incendio doloso le ha distrutte durante la notte. Un boato seguito da alte lingue di fuoco ha svegliato i residenti. Il rogo ha danneggiato anche una terza vettura posta nei paraggi. L’inferno si è scatenato alle 3,30. A chiamare i vigili del fuoco sono stati i cittadini svegliati dai bagliori delle fiamme che prima hanno avvolto una Mercedes, poi una Fiat Panda e infine una Toyota Yaris. Quest’ultima ha riportato danni solo al parafango e ad un faro posteriore. Teatro della notte di fuoco: via Fontana II.

L’INCENDIO. I vigili del fuoco hanno lavorato per oltre due ore. Oltre a domare il rogo hanno messo in sicurezza la zona, evitando pericoli per i residenti. I carabinieri della caserma di San Salvo dopo aver avuto conferma dai vigili del fuoco della natura dolosa del rogo, hanno acquisito le immagini della videosorveglianza. I fotogrammi potrebbero aver catturato il piromane in azione. Gli investigatori non escludono nessuna pista, ma è probabile che l’incendio sia stato acceso per un presunto piccolo debito non saldato alla scadenza. Ma il condizionale è d’obbligo. Gli investigatori mantengono il riserbo. Il proprietario della Mercedes in questo periodo non lavora. L’incendio lo ha messo in ginocchio. Dicono che sia una persona tranquilla. Il piromane ha deciso di agire quando tutti i locali del paese avevano abbassato le serrande. Ha raggiunto via Fontana e la Mercedes, versato del liquido infiammabile sul cofano e gettato l’innesco. Pochi secondi e l’auto si è trasformata in un falò. Alle 3,30 al centralino dei vigili del fuoco è arrivata la chiamata di un cittadino spaventato. Nel frattempo spinte daò vento le lingue di fuoco hanno attaccato la Fiat Punto. Il serbatoio del carburante pieno di benzina ha alimentato il rogo.

LE INDAGINI. I carabinieri hanno ascoltato il proprietrio della Mercedes, ma l'uomo assicura di non avere nemici. Le dichiarazioni di alcuni residenti unite ai reperti recuperati vicino alle vetture incenerite potrebbero risultare utili alle indagini. Un altro grande aiuto potrebbe arrivare, come detto, dall'impianto di videosorveglianza di un’attività commerciale vicina al luogo in cui era parcheggiata la Mercedes. Altre telecamere lungo la strada potrebbero aver ripreso la fuga degli autori del rogo. Il moltiplicarsi di incendi dolosi dimostra senza tema di smentita che la “guardia” andrebbe tenuta più alta possibile.

IL VIZIO DEL FUOCO. E ci sono periodi in cui la cronaca ci consegna episodi di grave criminalità che ricordano più le guerre di camorra o di mafia che la tranquilla vita di provincia. Poco importa se si tratti di dispetti personali, proprio come l’ultimo inquietante episodio avvenuto martedì notte. Un “vizio”, quello dei roghi che nel Vastese, divenuto ormai troppo frequente. Lo chiamano il “domino del fuoco”. Solo poche ore prima in città i candidati alla poltrona di sindaco si erano fronteggiati sulla questione sicurezza. L’Osservatorio antimafia chiede un incontro con il Procuratore capo del tribunale di Vasto, Giampiero Di Florio, con il generale dei carabinieri e con il questore. «Speriamo che non neghino la loro disponibilità al dialogo per risolvere questo problema», dicono all’associazione annunciando di aver inviato un dossier al procuratore nazionale antimafia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA