Auto rubate, la beffa delle multe sull’A14

24 Maggio 2024

Atessa. Veicoli spariti davanti alle fabbriche: dai ladri niente pedaggio, pagano le vittime dei furti?

ATESSA. Oltre al danno di aver subito il furto dell'auto, le vittime della banda pugliese di ladri potrebbero subire anche la beffa di una multa salata per il mancato pagamento del pedaggio dell'autostrada. Sì, perché le tre persone arrestate dai carabinieri di Atessa - Rocco La Pietra, 52 anni, e Michele Lombardi, 24, e un minore di 17 anni, tutti di San Severo (Foggia) – seguivano sempre lo stesso percorso dopo aver messo a segno il colpo: con il veicolo rubato entravano al casello di Val di Sangro dell'A14 per poi uscire a quelli di Poggio Imperiale o San Severo, in Puglia, rigorosamente senza pagare. Per le auto dotate di Telepass, il pedaggio veniva addebitato direttamente al malcapitato cui era stato sottratto il veicolo. Negli altri casi, invece, dopo aver preso il biglietto all'ingresso, una volta arrivati in Puglia i ladri richiedevano l'emissione della ricevuta di mancato pagamento. Ricevuta che, manco a dirlo, non è stata mai pagata. Il mancato pagamento del pedaggio è soggetto a sanzione amministrativa da 87 a 344 euro, come prevede l'articolo 176 del codice della strada. Per evitare che questo accada, le vittime di furto possono fare una dichiarazione di perdita di possesso del veicolo all'Aci.
Vanno avanti, intanto, le indagini dei carabinieri per ricostruire tutta l'organizzazione criminale che c'è dietro i furti di autovetture, usate per la fornitura di pezzi di ricambio sul mercato nero. Le indagini dei carabinieri del Norm di Atessa, con la collaborazione dei colleghi di San Severo, hanno accertato che i tre arrestati hanno commesso almeno dodici furti in Val di Sangro, per un valore di 300mila euro, ai danni di lavoratori delle aziende della zona industriale. Nel mirino della banda sono finite per lo più Fiat Panda 4x4 Cross, Fiat 500 Abarth e in alcuni casi anche costose Range Rover Evoque e una Jaguar E-pace. Le auto, posteggiate in strada o nei piazzali delle aziende di Saletti, sparivano in meno di un minuto: attraverso la porta di accesso Obd, la banda riusciva con scanner e software dedicati a disattivare eventuali antifurti e a resettare velocemente la centralina d'avvio del veicolo, che era così pronto a partire. Una volta in Puglia, i veicoli rubati venivano abbandonati in piena campagna, in mezzo alla boscaglia o in casolari diroccati, per poi venire recuperati da una seconda squadra che si occupava di smontare le auto e di rivendere i pezzi sul mercato nero, a prezzi chiaramente vantaggiosi. Due dei tre indagati - La Pietra e Lombardi - sono stati arrestati mentre tentavano l'ennesimo colpo, il 13 maggio scorso: ad impedirglielo sono arrivati i carabinieri.
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