Automotive, la Regione coordina le attività per migliorare i servizi

L’assessore D’Amario a confronto con forze sociali e rappresentanti delle realtà produttive d’Abruzzo Sindacati soddisfatti per l’annuncio di Stellantis che ritiene Sevel “centrale” nelle attività della holding
ATESSA. La Polonia fa meno paura, ma bisogna mantenere alta la guardia e il territorio deve giocare tutte le sue carte. Lo stabilimento Sevel è uscito bene dal confronto con Stellantis sul tavolo del lavoro al Mise giovedì scorso. Tra tutti gli altri stabilimenti del gruppo è l'unico che lavora in maniera costante, al netto dei problemi di fornitura. I sindacati hanno annotato con soddisfazione il ruolo "centrale" che, secondo i vertici del gruppo, gioca ancora oggi lo stabilimento dei record della Val di Sangro sulla geografia Stellantis. E la fabbrica polacca di Gliwice che produrrà a sua volta furgoni commerciali leggeri e che si appresterebbe ad aprire una concorrenza interna in Europa, oggi sembra meno minacciosa che in passato.
Come detto giovedì Sevel ha uno spazio commerciale ampiamente sufficiente e potrà continuare a produrre 300mila veicoli l'anno a cui si aggiungerebbero i 100mila furgoni polacchi, senza intaccarne la capacità produttiva. L'espansione dell'e-commerce potrebbe fare il resto. «Stellantis ha ribadito che c'è capienza di mercato per entrambi gli stabilimenti», spiega Domenico Bologna, Fim Cisl Abruzzo e Molise, «se Sevel avesse la sub fornitura a sufficienza sarebbe in grado di lavorare tutti i giorni fino ad agosto. Piuttosto dobbiamo pensare al presente e prepararci al futuro su cose che andiamo ormai predicando da anni: strade, porti, banda larga, costi energetici. Se ci fossimo trovati pronti su questi temi forse oggi avremmo avuto un ampliamento dello stabilimento di Sevel invece che un altra fabbrica in Polonia». «È sempre il mercato che decide il futuro di ogni stabilimento», è più cauto Nicola Manzi, Uilm Chieti-Pescara, «ma è un fatto che Sevel con la professionalità e specificità acquisite in 40 anni di storia è e deve restare altamente competitiva». «Sapevamo che gli allarmismi di questi mesi erano ingiustificati», rimarca Gianluca Gagliardi, Fismic, «Sevel gioca ancora un ruolo importante. Ma il lavoro deve essere di squadra. Con i costi energetici alle stelle è il momento in cui la politica deve intervenire per tagliare le accise e calmierare i costi per aziende e famiglie».
E ieri si è svolto in Regione un tavolo sull'automotive. «Rispetto a qualche tempo fa», dice l'assessore alle attività produttive, Daniele D'Amario, «possiamo guardare all'orizzonte con più ampio respiro. Il mercato dei veicoli commerciali leggeri è in espansione, ma le occasioni sulle infrastrutture con i fondi del Pnrr non vanno perse. Abbiamo tracciato una road map per uscire dall’estemporaneità del momento e capire come e dove intervenire per migliorare le condizioni di lavoro delle aziende abruzzesi dell’automotive. La Regione ha il dovere di coordinare le varie attività per migliorare i servizi alle aziende».
Non è per niente ottimista la Fiom. «Una frase detta al volo a un tavolo, senza corredarla di dati e di un piano di investimento è un'affermazione importante ma fine a se stessa», considera Alfredo Fegatelli, Fiom Abruzzo, «l'incontro al Mise è stato deludente: non ci hanno spiegato quali sono gli investimenti e le prospettive, è necessario un incontro con Carlos Tavares che parli dei dettagli». Anche l'Usb pretende «fatti concreti a difesa dei lavoratori e del territorio», dice il coordinatore provinciale Fabio Cocco.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

