Autoporto in vendita, Castaldi: «Restano forti dubbi»
SAN SALVO. «Sulla vendita dell’autoporto di San Salvo, e in particolare sul valore del bene e sulla velocità di esecuzione, i dubbi sono più che legittimi». Gianluca Castaldi, sottosegretario di...
SAN SALVO. «Sulla vendita dell’autoporto di San Salvo, e in particolare sul valore del bene e sulla velocità di esecuzione, i dubbi sono più che legittimi». Gianluca Castaldi, sottosegretario di Stato ai rapporti con il Parlamento, commenta l’asta indetta dall’Arap che ha deciso di cedere la struttura – realizzata ed abbandonata da anni – al prezzo di 3milioni e 700mila euro, cioè meno della metà di quanto è costato. Il termine per la presentazione delle offerte scade oggi. «Certe modalità di questa procedura portano inevitabilmente a porsi delle domande», sottolinea Castaldi, che parla di decisioni ed atti assunti nelle stesso giorno, il 25 Agosto, in presenza di una perizia di congruità del 3 agosto: decreto del presidente della giunta, parere legale dell’avvocato Giardetti ad Arap – già contattato e consultato il 20 agosto – avviso per le imprese interessate; il parere legale stesso, dove si parla di “consentire ad una impresa terza di insediarsi” e che sia possibile perdere la destinazione del bene (autoporto) per venderlo, il tutto accompagnato da una contestuale azione esterna di acquisizione dei terreni confinanti. E dire che l’autoporto è ancora la piattaforma logistica a servizio produttivo indicata nel piano di sviluppo strategico della Zes della Regione Abruzzo recentemente approvato». Il sottosegretario sottolinea, inoltre, alcune sue perplessità sollevate dalla dinamica dei fatti. «Le domande che mi vengono sono, ad esempio: perché tutta questa fretta? C’era una necessità di dare risposte a qualcuno interessato ad acquisire l'area? Chi ha già visitato l’immobile per la necessaria presa visione, lo ha visitato a procedura avviata o prima?». Per il senatore «è importante la centralità e la valorizzazione del territorio e che tutta l’operazione venga gestita non da singoli soggetti, ma da una corretta dimensione pubblica». (a.b.)

