Autopsia sull’imprenditore morto

29 Giugno 2019

L’incidente nel cantiere. Magnacca: vicina alla famiglia distrutta

SAN SALVO. È stato fissato a lunedì il conferimento dell’incarico dell’autopsia su Gabriele Scarano, l’imprenditore edile 56enne di Trivento schiacciato giovedì pomeriggio da un carico di bancali di legno in fase di smontaggio. La perizia sarà fatta dal medico legale Pietro Falco. Dopo i carabinieri, anche i funzionari dell’Ispettorato del lavoro hanno controllato il cantiere in cui è avvenuto l'incidente e il camion con la gru che stava scaricando le travi. Il camion è di una ditta esterna arrivata in via Leonardo da Vinci proprio per smontare le impalcature al termine dei lavori eseguiti sul tetto di un immobile dall’impresa edile di Scarano. «Era l’ultimo atto prima di lasciare quel cantiere», dice il legale della famiglia Scarano, l’avvocato Giovanni Di Santo. Scarano lascia la moglie e tre figli. «La famiglia del mio cliente ora aspetta solo il ritorno della salma a Trivento per poterla avere accanto un’ultima volta e darle una degna sepoltura. Il loro dolore è immenso». L’avvocato preferisce non pronunciarsi sull’inchiesta aperta dalla Procura. Al momento non è stato formalizzato ancora nessun atto. Molto probabilmente la procura, che ha già in mano una relazione dei carabinieri e l’esito dei controlli dell’Ispettorato del lavoro, attende i risultati dell’esame autoptico per prendere decisioni.
Scarano era una persona molto conosciuta a San Salvo: «Ho il cuore colmo di dolore», dice il sindaco Tiziana Magnacca, «per la morte di Scarano. È l’ennesima morte bianca che impone di riconsiderare ancora una volta le norme antinfortunistiche sui luoghi di lavoro. Mi stringo alla famiglia del 56enne morto in via Leonardo da Vinci e in particolare alla moglie e ai suoi tre figli». Magnacca non è stata l’unica a inviare messaggi di cordoglio alla famiglia dell’imprenditore. (p.c.)