Autorizzazioni e regolamenti: ecco come si usano

17 Settembre 2017

LANCIANO. Sempre più droni, ossia velivoli radiocomandati con pilota remoto, volano nei cieli. Nati per scopi militari, molti apparecchi hanno preso il posto dei vecchi aeroplani telecomandati. Ma...

LANCIANO. Sempre più droni, ossia velivoli radiocomandati con pilota remoto, volano nei cieli. Nati per scopi militari, molti apparecchi hanno preso il posto dei vecchi aeroplani telecomandati. Ma occorre fare delle distinzioni tra i droni professionali (Sapr), come quelli usati per scopi militari, per riprese non amatoriali, che hanno pesi superiori ai 2 chili e gli aeromobili e apparecchi a uso amatoriale o ludico. Tutti i droni sono comunque sottoposti a regolamentazioni, per motivi di sicurezza, dell’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile). Che ha fatto anche i distinguo tra i vari droni, i pesi, gli usi. Di solito le persone usano gli aeromodelli che possono volare di giorno, ad una altezza massima di 70 metri (150 se il pilota è titolare di un attestato di aeromodellista con abilitazione al pilotaggio di aeromodelli rilasciato dall’Aero Club d’Italia) e con un raggio di azione massimo di 200 metri dalla posizione del telecomando. Se si vogliono superare i 70 metri e si hanno scopi professionali serve l’attestato. Anche l’assicurazione è consigliata, non è obbligatoria per i droni amatoriali che non superano i 70 metri di altezza dal suolo. Si consiglia però perché in caso di problemi, ci possono essere conseguenze penali e civili per il proprietario del drone. Tra le regole c’è poi quella che prevede che nel caso di assembramenti di persone, cortei, concerti, manifestazioni sportive è comunque vietato far volare droni. (t.d.r.)