Avvocati non pagati, parte la denuncia

16 Ottobre 2020

Mai versati tre anni di gratuito patrocinio: in tribunale e dal giudice di pace spuntano fatture inevase per 200mila euro

LANCIANO. La grave carenza di personale in tribunale e dal giudice di pace di Lanciano ora ha ricadute negative e pesanti anche economicamente sul lavoro di avvocati e consulenti. Ammontano infatti a oltre 200mila euro i soldi che i professionisti devono avere per il lavoro svolto dal giudice di pace e in tribunale per i gratuiti patrocini, l’assistenza cioè a persone ingenti. Dal giudice di pace le fatture non vengono evase da ben due anni, per un credito di 120mila euro, e in tribunale i pagamenti sono fermi da febbraio 2020 per un danno di altri 100mila euro. A denunciare la situazione sono gli ordini professionali degli avvocati e dei commercialisti: «Adesso basta, il lavoro va pagato e serve personale per fare i pagamenti».
«Ormai la situazione è ingessata», sostiene l’ordine dei commercialisti ed esperti contabili, «la mancanza di personale sta rallentando e, in alcuni casi, bloccando l’attività giudiziaria e non solo. Con piacere abbiamo accolto lo sforzo ultimo anche della Regione per mantenere aperto il palazzo di giustizia, tuttavia la mancanza di personale e la conseguente impossibilità ad operare e svolgere appieno il lavoro equivale ad una chiusura di fatto, con grave danno alle persone ed al territorio». Più dura la presidente dell’ordine degli avvocati Silvana Vassalli che ha scritto alla Corte di Appello dell’Aquila, alla procura generale, al presidente del tribunale e alla procura di Lanciano per denunciare la situazione. «Lanciano è l’unico caso in Italia dove il lavoro di avvocati, consulenti che assistono persone ammesse al patrocinio a spese dello Stato avanti all’ufficio del giudice di pace non viene pagato da due anni e quello davanti al tribunale da febbraio 2020. È insostenibile, c’è omissione dei doveri di ufficio e un danno economico e fiscale notevole di oltre 200mila euro per persone che hanno svolto un lavoro. Una grave situazione economica tra l’altro in un ufficio, quello del giudice di pace che non è in chiusura, ma che è da due anni senza personale. Ci sono solo due funzionari che non riescono a far partire le richieste di pagamento, ci sono oltre 120 provvedimenti di liquidazione non pagati ad avvocati, commercialisti e consulenti per prestazioni professionali già assicurate. Il credito è di 120mila euro e c’è pure l’aumento del finanziamento ad opera del Governo sulla spesa per il gratuito patrocinio. Inoltre pure i giudici di pace non percepiscono quanto loro dovuto dall’inizio dell’anno». E non va meglio in tribunale dove i mandati di pagamento da parte della Corte di Appello sono fermi da mesi e il credito vantato dai professionisti è di 100.000 euro. «Ogni persona ha diritto alla giusta retribuzione del proprio lavoro», chiude Vassalli, «chiediamo che arrivi un cancelliere o personale equivalente all’ufficio del giudice di pace che smaltisca gli arretrati 2018, 2019 e 2020 e il pagamento delle fatture spedite alla Corte di Appello».