Avvocati, sciopero confermato «Niente udienze fino a venerdì»

19 Luglio 2022

L’assemblea dell’Ordine vota un’altra settimana di lotta per la carenza del personale amministrativo «Irrazionale non ripristinare gli organici quando le attività del tribunale sono prorogate fino al 2024»

VASTO. L'assemblea straordinaria degli avvocati vastesi ha confermato ieri mattina lo sciopero e l'astensione dalle udienze fino al 22 luglio. «Continua ad essere irrazionale», si legge in una nota del Consiglio dell'ordine, «la scelta di non ripristinare le piante organiche del personale amministrativo della Procura, nonostante la operatività degli uffici giudiziari in ragione della proroga del presidio di legalità fino al 2024». Il problema è nato con la chiusura delle piante organiche in vista della soppressione del tribunale che invece a tutt'oggi è operante. Il 13 luglio scorso il presidente del Consiglio dell'ordine, Vittorio Melone e il procuratore Giampiero Di Florio, hanno incontrato a Roma nella sede del ministero di Giustizia, il sottosegretario Francesco Paolo Sisto, e il capo del Dipartimento organizzazione giudiziaria, Barbara Fabrini.
«Abbiamo apprezzato l'interessamento», annota Melone, «ma le soluzioni prospettate e nelle quali si confida hanno tempi e modalità che non consentono una pronta soluzione delle quotidiane difficoltà operative che lo stesso procuratore Di Florio ha descritto a Sisto. Per questo motivo resta confermata l'astensione dalle attività giudiziarie dal 18 al 22 luglio». La crisi di governo peggiora la situazione e rischia di vanificare anche i provvedimenti promessi dal sottosegretario Sisto.
Tutte le udienze in programma questa settimana, dunque, saltano. «Intanto la situazione a Vasto», ha ribadito il vicepresidente delle Camere penali, l’avvocato Fiorenzo Cieri, «è drammatica». La Procura di Vasto ha un ambito di competenza che arriva alle province molisane di Isernia e Campobasso con una popolazione di circa 150mila abitanti. La paralisi provocata in Procura dalla mancanza di personale sta provocando una serie di indiscutibili conseguenze. «È importante insistere sull'importanza di questa Procura», affermano gli avvocati delle Camere penali sulla base dei dati relativi alle infiltrazioni criminali. «La Procura che non può lavorare nonostante lo sforzo dei magistrati è una grave perdita per la giustizia».
La speranza è che a settembre da Roma arrivi come promesso qualche funzionario. Non risolverà la situazione ma almeno allevierà il disagio. Gli avvocati non sembrano intenzionati a mollare. Lottano da mesi e grazie all'appoggio del procuratore Di Florio e del presidente del Tribunale, Bruno Giangiacomo, stanno ottenendo attenzione dalle istituzioni e dal ministero. Dopo lo sciopero di una settimana potrebbero decidere anche altri provvedimenti .(p.c.)
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