Aziende, come chiedere di restare aperti

L’elenco delle imprese che possono presentare la domanda al prefetto per ottenere l’autorizzazione
CHIETI. Le aziende che assicurano la continuità delle filiere autorizzate dal governo devono inviare una comunicazione alla prefettura per proseguire l’attività. Il modello è disponibile da ieri pomeriggio sul sito internet www.prefettura.it/chieti/multidip/index.htm. Le filiere garantite sono quella alimentare, dei trasporti e del settore sanitario o biomedicale.
Sono tenute a chiedere l’autorizzazione al prefetto anche le imprese che erogano servizi di pubblica utilità ed essenziali e «le attività degli impianti a ciclo produttivo continuo dalla cui interruzione derivi un grave pregiudizio all’impianto stesso o pericolo di incidenti». In questi casi, come è precisato nel decreto, il prefetto può sospendere le attività se reputa non sussistano le condizioni per farle operare. Fino all’adozione dei provvedimenti di sospensione, le imprese possono continuare a lavorare «sulla base della documentazione resa». Sempre sul sito internet, è disponibile il modello per la richiesta di autorizzazione preventiva al prefetto «per la prosecuzione delle attività dell’industria dell’aerospazio e della difesa nonché le altre attività di rilevanza strategica per l’economia nazionale».
Per le 80 attività già espressamente autorizzate dal governo non è necessario compiere nessun adempimento formale. Possono rimanere aperte le imprese farmaceutiche e alimentari, i servizi postali e le attività di corriere. E ancora lavoreranno: i servizi di vigilanza privata e quelli connessi ai servizi di vigilanza, chi effettua attività di pulizia e disinfestazione, i call center, chi si occupa di imballaggio e confezionamento conto terzi, le agenzie di distribuzione di libri, giornali e riviste. Porte aperte per alberghi e residence. In funzione chi si occupa della gestione delle reti fognarie, della raccolta, del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti, del recupero dei materiali. Possono lavorare tutti coloro che si occupano della «installazione di impianti elettrici, idraulici e di altri lavori di installazione, oltre agli ingegneri civili». E ancora: i commercianti all’ingrosso di prodotti agricoli e mezzi di trasporto, strumenti e attrezzature ad uso scientifico, articoli antincendio, prodotti petroliferi. Sono aperti anche gli uffici pubblici e quelli privati: vuol dire che possono lavorare gli studi legali, quelli notarili, i commercialisti. (g.let.)
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