Aziende in crisi e pochi servizi Il sindaco: la Regione ci ascolti

4 Luglio 2021

Per Tiziana Magnacca il Vastese deve contare di più nelle scelte sul rilancio dell’intero comprensorio «Chiedo il coinvolgimento diretto delle comunità locali nella programmazione di tutti i fondi» 

SAN SALVO. La crisi dei colossi industriali internazionali non fa dormire sonni tranquilli. Il sindaco di Vasto, Francesco Menna e il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca hanno discusso a lungo della questione. Se non si corre ai ripari in un anno il Vastese potrebbe perdere mille posti di lavoro. A parere del sindaco di San Salvo, per tenere le industrie nel Vastese occorre fornire servizi al terriorio. Magnacca lo ha scritto al presidente della Regione, Marco Marsilio, invocando il ritorno di Vasto e San Salvo nell'agenda delle priorità della politica.
«Crisi industriale», ha scritto il sindaco, «sono a rischio centinaia di posti di lavoro. Crisi idrica: è inconcepibile che nei nostri comuni si continui a dover ricorrere alle autobotti per le esigenze della vita quotidiana. Viabilità delle zone interne: tutti siamo a conoscenza dello stato delle strade ma dell’arretramento della Statale 16 tra Vasto e San Salvo non si conosce la sorte. Il nuovo ospedale di Vasto resta l’eterno incompiuto. Il raccordo della fondovalle Treste continua ad essere causa di isolamento di una parte del Vastese». Gli argomenti sono stati posti in evidenza nella lettera inviata al presidente Marsilio per chiedere che nell’agenda della politica regionale il territorio del Vastese torni ad avere più spazio e più considerazione per la sua posizione geografica e per la sua posizione strategica. «Il territorio del Vastese», ricorda la Magnacca, «ha sempre rappresentato una risorsa per l’Abruzzo per essere stata per decenni la locomotiva di questa regione».
Il sindaco Magnacca si rivolge a Marsilio come a un saggio padre di famiglia contando sulla sensibilità e capacità d’ascolto del governatore d'Abruzzo. «Chiedo», scrive il sindaco di San Salvo, «un coinvolgimento diretto delle comunità locali nella programmazione di tutti i fondi partendo dal Recovery found, dal Piano nazionale ripresa e resilienza e i fondi europei senza dimenticare quanto è restato dalla vecchia programmazione europea che ammonterebbe a una decina di milioni di euro per migliorare le infrastrutture del nostro territorio. Tutte risorse che potrebbero cambiare le sorti della nostra economia e il futuro delle popolazioni impedendo la desertificazione del territorio. Per questo, a nome di questo territorio, chiedo che i sindaci vengano tenuti in debita considerazione per predisporre un piano operativo a beneficio non solo dei comuni costieri ma dell’interno. La Costa dei trabocchi e la Via Verde non possono prescindere dal nostro territorio collinare e montuoso. Il territorio del Vastese deve tornare nell’agenda delle priorità della politica abruzzese sia per alzare la qualità delle vita delle persone e sia per immaginare un percorso di crescita e di sviluppo di questa parte più estrema dell’Abruzzo».
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