Aziende, no a via Osca ciclabile: danneggia lo sviluppo del porto

4 Maggio 2023

L’Agenzia marittima vastese: il cambio della viabilità della zona ci costerebbe 300mila euro all’anno In progetto c’è la realizzazione di un tratto per le bici e la trasformazione della strada a senso unico

VASTO. Un danno economico annuale superiore a trecentomila euro e ostacoli che potrebbero compromettere lo sviluppo del porto di Punta Penna. È quanto, a giudizio degli operatori portuali, provocherebbe la destinazione di una corsia di via Osca a pista ciclopedonale. Pietro Marino, titolare dell’Agenzia marittima vastese (Amv), ha scritto per questo un accorato appello a nome di tutte le imprese portuali alla Regione, al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, All’Agenzia regionale per le attività produttive, alla Provincia, al Comune e all’Autorità marittima di Ancona.
«L’amministrazione provinciale», scrive Marino, «consapevole dei risvolti problematici legati al traffico pesante ha predisposto un progetto in assonanza con le indicazioni delle imprese portuali, i trasportatori e Confindustria, ottenendo i pareri favorevoli di capitaneria, Arap, Patto Trigno Sinello e altre autorità». La viabilità nella zona è decisamente sostenuta. «Se via Osca», riprende Pietro Marino, «diventasse a un solo senso di marcia, considerato il traffico legato allo stoccaggio delle merci nei magazzini della zona, si produrrebbe un grande danno economico quantificato in oltre trecentomila euro l’anno. Con una sola direzione di marcia il percorso passerebbe dagli attuali 5 chilometri a tredici chilometri e al costo di percorrenza andrebbe sommato quello del nolo delle navi. Proposte come questa, senza alcun confronto con imprese e operatori, gettano discredito sul porto e sul suo sviluppo».
Marino allega alla lettera indirizzata alle istituzioni «la documentazione che dimostra i timori paventati. Chiediamo», conclude il responsabile dell’Agenzia marittima vastese, «all’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale di avere un quadro quanto più possibile completo sulla criticità segnalata e richiamiamo l’attenzione di tutte le autorità sulla necessità di individuare delle soluzioni tecniche condivise, che non contrastino con le previsioni del vigente piano regolatore portuale e con le sue relative norme tecniche di attuazione». (p.c.)
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