Azione Politica va con De Cesare: cambieremo la città

Il movimento fondato da Zelli si schiera con l’imprenditore «Un progetto collegiale dopo 10 anni di immobilismo»
CHIETI. Azione Politica, il movimento civico creato dall’imprenditore Gianluca Zelli, si conferma tra gli alleati più sicuri a sostegno del candidato sindaco Paolo De Cesare. Luca Maccione, referente di Azione Politica in città, traccia i punti cardine che hanno portato alla candidatura di De Cesare: un «progetto collegiale» che sosterrà un «cambio di rotta completo» rispetto a un’amministrazione comunale bocciata in toto, così come vengono bocciate le forze d’opposizione, che hanno dimostrato, a detta del movimento civico, «mancanza di spirito di iniziativa e incapacità di dare il colpo di grazia a una maggioranza logorata dalle guerre intestine». Secondo Maccione, «l’attuale situazione politica richiede una necessità di completo rinnovamento. Innanzitutto è necessaria una ricognizione della situazione economico-finanziaria dell’ente e delle sue due partecipate, che potrebbe essere peggiore di quanto già noto. Non c’è traccia di interventi manutentivi ordinari e straordinari del patrimonio immobiliare e della viabilità. L’unica opera pubblica realizzata nell’amministrazione di Umberto Di Primo, a mia memoria, è la fontana in piazza Valignani, avulsa da una visione progettuale più ampia di città. Tutti i propositi programmatici dell’attuale amministrazione comunale si sono fermati alla propaganda elettorale, determinando un giudizio di assoluta incapacità sia singolare che collegiale per il sindaco, la giunta e l'intero consiglio comunale. Che fine ha fatto il progetto che prevedeva lo spostamento della ferrovia? Perché le associazioni del territorio, alcune latrici di eccellenze a livello nazionale e internazionale come ad esempio quella cittadina degli scacchi, non vengono supportate adeguatamente, precludendo opportunità reciproche? I servizi primari essenziali sono stati ridotti quando non soppressi, mentre Di Primo, trionfalmente», conclude Maccione, «dopo dieci anni di nulla a referto, annuncia che lascerà in dote al suo successore non si sa quanti milioni di opere appaltate».

