Azione: sì a un candidato condiviso

Il partito di Calenda detta le condizioni: coinvolgiamo i giovani e i professionisti
CHIETI. «Prima condivisione sul candidato sindaco, poi accordo di coalizione e non viceversa». Azione di Calenda, partito del centrosinistra, detta le condizioni: «Il profilo», dice il referente locale Alessandro Carbone, «dovrà essere espressione di netta discontinuità con il passato e dovrà rappresentare soprattutto le nuove generazioni se vogliamo far rinascere Chieti. Non è più tempo di scherzare, soprattutto se vogliamo scongiurare la minaccia che il vento dell’antipolitica, del populismo e del sovranismo soffi così forte da spazzare via tutto e tutti». Dopo le prime riunioni e la prova di un centrosinistra allargato alle liste civiche, Carbone dice: «Chi si candiderà ad amministrare Chieti dovrà avere la consapevolezza che sarà ancora più difficile farlo, alla luce della crisi internazionale, nazionale e locale. Non è più tempo di promettere opere faraoniche e giocare sulla disperazione degli individui solo per accaparrarsi margini di consensi. Un buon sindaco dovrà incarnare i valori del territorio, dovrà sapere ascoltare e coinvolgere cittadini, attori sociali ed economici, al fine di dare risposte concrete ed efficaci e non dettate soltanto da scopi elettorali, con effetti che si esauriscono in breve tempo».
Azione punta su tre punti chiave: «Far tornare a Chieti i giovani che sono andati via perché non hanno trovato lavoro creando opportunità; creare un Linkedin delle competenze per coinvolgere professionisti su progetti per la città; unire la parte bassa con la parte alta creando una cabina di regia con associazioni di categoria, imprese e sindacati per favorire zone tax free».

