Baby calciatori cacciati dal campo

Casalbordino, vittime del contenzioso tra società e Comune che pretende i pagamenti arretrati
CASALBORDINO. I bambini della scuola calcio rimangono fuori dal campo. È successo martedì pomeriggio a Casalbordino. In credito con la società sportiva, l’amministrazione comunale ha deciso di interdire il tappeto verde ai piccoli aspiranti calciatori. I bambini sono rimasti molto male. Ancora di più i genitori. In paese è scoppiata la polemica e, come spesso accade in questi casi, i cittadini si sono divisi in due fazioni. L’opposizione ha attaccato il primo cittadino.
«Il sindaco di Casalbordino, Remo Bello, manda i vigili urbani al campo sportivo mettendo per strada trenta bambini per una presunta pendenza della società sportiva di puro settore giovanile e scolastico. Questo è un fatto increscioso. Cose del genere non dovrebbero mai accadere», dichiara Giuseppe Vaccaro, candidato alle prossime amministrative con la lista civica “Il Sole”.
Ben diversa la versione del primo cittadino. «Il campo non è chiuso ai bambini, ma a quella società. La scuola calcio è stata sollecitata da più di un anno a versare le spese, anche a rate», spiega Remo Bello. Il Comune avanza nei confronti del sodalizio circa settemila euro per l’uso passato del campo, a cui si sono aggiunte le spese recenti. «Se l’associazione mi dimostra che fa allenare i bambini gratuitamente, io sono pronto a dare il campo di calcio gratuitamente», afferma il sindaco Bello, «sarebbe un’attività di volontariato a cui aderirei ben volentieri. A quanto mi risulta, però, la società fa pagare ai piccoli le quote di iscrizione. E allora è giusto che paghi le spese per l’uso del campo di calcio», rimarca il primo cittadino.
Che poi aggiunge: «Quello che è certo, è che i bambini accompagnati dai genitori possono entrare al campo quando vogliono. Usare dei bambini per dimostrare che il sindaco è cattivo non è corretto. La scuola calcio sa bene che ho chiesto più volte di affrontare la questione. Mi rendo conto delle difficoltà economiche e per questo ho concesso una rateizzazione. Altro non posso fare. Devo rendere conto anche io del mio operato. In primis alla Corte dei conti. Sono certo che riusciremo a risolvere la questione. Da parte mia c'è la massima disponibilità. L’importante è che tutti facciano il loro dovere. I bambini da soli non possono entrare in campo, ma se ad accompagnarli sono i genitori, ben vengano», torna a ripetere il sindaco. (p.c.)
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