Baccalà è il presidente Ma non c’è unanimità per tre franchi tiratori

12 Febbraio 2020

Cambio alla guida dell’aula al posto del dimissionario Del Piano Centrosinistra diviso al voto. L’opposizione: maggioranza a pezzi  

VASTO . Elio Baccalà è il nuovo presidente del consiglio comunale. L’esponente della lista civica “Patto con Vasto” – che prende il posto di Mauro Del Piano, il quale ha rassegnato le dimissioni nei giorni scorsi - è stato eletto al secondo scrutinio con 12 voti, a fronte di 15 rappresentanti del centrosinistra presenti in aula. Ci sono stati, quindi, tre franchi tiratori della maggioranza, di cui uno ha votato scheda bianca insieme ai consiglieri di minoranza e due invece hanno scritto i nomi di Arianna Del Bonifro e di Gabriele Barisano (quest’ultimo non eleggibile in quanto assessore).
«Sono onorato per questo incarico ricevuto dai colleghi consiglieri che hanno, con il loro voto, voluto accordarmi questo ruolo», ha commentato un emozionatissimo Baccalà subito dopo la sua elezione, «ai quali rivolgo un vivo e fervido ringraziamento, così come voglio ringraziare il consigliere amico Del Piano che mi ha preceduto e con il quale voglio congratularmi per come ha saputo svolgere il compito a lui affidato. Sono cosciente che l’incarico che andrò a rivestire è molto importante ed impegnativo, ruolo che per me sarà una dedizione, anzi, un dovere, poiché mi impone di essere imparziale nell’applicare il regolamento e nell’assicurare il buon andamento dei lavori».
I tre franchi tiratori sono, secondo taluni osservatori politici, la dimostrazione che nella compagine amministrativa ci sono dissidi interni. Circostanza che viene rimarcata dall’opposizione. «Se un gentiluomo come Baccalà è stato eletto alla seconda votazione vuol dire che la maggioranza è dilaniata da profonde spaccature interne», rimarcano Alessandra Cappa, Davide D’Alessandro, Alessandro d’Elisa, Guido Giangiacomo, Edmondo Laudazi, Francesco Prospero e Vincenzo Suriani. «Non solo: i tre franchi tiratori hanno dimostrato, dopo le dimissioni di Luciano Lapenna da segretario del Pd, che la guerriglia è soltanto all’inizio. Peppino Forte e Francesco Menna avevano le tipiche facce da unità di crisi, mentre altri consiglieri volgevano lo sguardo risentito verso i possibili traditori. Il tutto alle spalle di una città che ha enormi problemi, dopo tante promesse non mantenute. L’amministrazione Menna, dopo il voto di oggi (ieri per chi legge ndc), si avvia lentamente e stancamente a concludere un mandato che sarà ricordato per una sorta di inconsistenza cronica. Vasto affonda», insistono i rappresentanti del centrodestra, «assiste a una decadenza irreversibile, mentre la pseudo-maggioranza giochicchia con ricatti e ricattucci. Francesco Menna ha perso l’ultima, grande occasione: dimettersi e prendere atto che sta tentando di fare il sindaco, che sta preparando la ricandidatura, da sopportato, soltanto perché non c’è un altro da mettere in campo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA